Setzu. Comunità in festa

Fra Niatziu s’abbisitat

Era il 1946, settantadue anni fa, quando i fedeli di Setzu esternarono per la prima volta la loro devozione a Sant’Ignazio da Laconi (allora Beato Ignazio da Laconi), promuovendo in suo onore quella che ancora oggi è da tutti considerata la festa del paese. Da settantadue anni abbiamo con il “nostro” Santo due appuntamenti fissi, il primo l’undici di maggio ed il secondo il 29, 30 e 31 agosto: a questa data sono associati anche i festeggiamenti civili. Fino a qualche anno fa in questa occasione tutti gli emigrati rientravano in paese e il nostro piccolo borgo per qualche giorno si ripopolava e si riuniva intorno al Santo.

Solo qualche anno dopo si è aggiunta alla festa una tradizione che tra il sacro e il profano ci caratterizza ancora ed alla quale ogni setzese tiene in modo particolare: “Sa circa” che si svolge nella prima mattinata del 31. I giovani del paese visitano tutte le case, accompagnati da una fisarmonica e cantando ad ogni ingresso “Prega prega populu meu Fra Niatziu s’abbisitat”, dando luogo ad una vera e propria questua (anche il Santo era un “Para circanti”) e raccogliendo quanto la gente offre. Tutto ciò che si riceve viene poi sistemato in una grossa tavolata e benedetto durante la processione che chiude i festeggiamenti, per essere consumato comunitariamente da tutti i presenti nel tardo pomeriggio, non dimenticando quanti per motivi di salute non possono essere presenti ai quali da parte dei familiari o degli organizzatori viene portata una porzione delle vivande benedette.

Quante preghiere avrà ascoltato Sant’Ignazio dalle madri che a lui affidavano i figli lontani, e poi i nipotini che nel tempo venivano al mondo e ai quali e padri e madri trasmettevano la devozione.
La festa religiosa in senso stretto prevede Messa e processione in tutti e tre i giorni ed il giorno trenta il panegirico tenuto da un sacerdote esterno che ripercorre la vita del santo attualizzando il suo insegnamento.

Quest’anno possiamo dire che abbiamo avuto un “predicatore”, e non solo tale, d’eccezione. Abbiamo infatti avuto la gradita visita del vescovo mons. Roberto Carboni. È stata una grande gioia sentire le parole di Cristo che ci arrivavano tramite la sua bocca, un ristoro e un refrigerio per le nostre anime assetate.

Ha pensato bene, il nostro amato Vescovo, di associare festa ad altra festa, gioia ad altra gioia, amministrando nell’occasione il sacramento della Confermazione a Sonia ed Alessandro e la prima comunione a Clarissa e Daniel. Sarebbe il caso di dire “troppa grazia!”, invece tutti sono rimasti contenti. È anche il caso di dire grazie a quanti hanno contribuito alla riuscita dei festeggiamenti. Grazie ancora a Mons. Roberto Carboni. Grazie a don Antonello Muscas e al diacono Luigi Cau, che non solo in questa occasione ma durante il corso di tutto l’anno con il loro impegno e il loro entusiasmo ci guidano; grazie al Comitato per i festeggiamenti che con pochi mezzi riesce sempre a fare grandi cose; grazie all’Amministrazione Comunale che da anni interviene camuffando il suo aiuto per offrire alla popolazione una festa che non potrebbe permettersi.

Un grazie di cuore a tutti gli amici dei paesi vicini che in questa occasione, ma anche nelle celebrazioni domenicali, ci danno la gioia di pregare con noi. Grazie al Buon Dio che anche quest’anno ci ha permesso di vivere queste giornate di preghiera e di gioia.

A atrus annus mellus.

Tomaso Addari