San Gavino Monreale. Nuova vita per la vecchia stazione: diventerà la sede dell’Unione dei Comuni

Approvato il progetto esecutivo da 559mila euro

Dopo 11 anni di degrado e di abbandono la vecchia stazione riprenderà a vivere e gli edifici che ospitavano la biglietteria, gli uffici e la sala d’aspetto saranno completamente ristrutturati. La giunta comunale ha approvato il progetto definitivo ed esecutivo di ristrutturazione del caseggiato della ex ferrovia che si trova di fronte alla piazza Cesare Battisti.

In totale saranno spesi 559mila euro e il cuore del paese tornerà a battere come rimarca l’assessore ai lavori pubblici Nicola Ennas, 48 anni: “Il progetto sarà articolato in due stralci. il primo permetterà, entro qual e mese, ma certamente non prima dell’inizio dell’anno la sistemazione del piano terra che sarà fruibile immediatamente, tranne che per due ambienti. La destinazione d’uso é certamente istituzionale e diventerà la sede dell’Unione dei Comuni. Intanto procedono i lavori di riqualificazione della Piazza Battisti e dell’area ex distributore carburanti. Successivamente con un nuovo finanziamento verrà concluso il primo piano. La struttura è stata studiata per un uso promiscuo quindi facilmente adattabile. L’intento dell’amministrazione è quello di rivitalizzare quest’area del paese e riqualificare gli spazi fino ad ora trascurati”.

Per il sindaco Carlo Tomasi, 67 anni, questa delibera è il coronamento di un progetto a lungo termine concepito nel corso del precedente mandato: “Ma si configura come la prima concretizzazione di un sogno destinato a maturare pienamente grazie all’operato dell’attuale amministrazione. Si tratta di una pietra miliare nell’ambito del nostro programma di rinascita di San Gavino Monreale, del processo di trasformazione del volto del paese da noi auspicato per rivitalizzare il centro storico, riappropriarsi dei simboli identitari, riqualificare gli spazi, recuperare le zone degradate, potenziare il decoro urbano e incrementare l’autostima della popolazione residente”.

Dopo anni di stagnazione e di contenziosi il Comune è riuscito a riaprire un dialogo con le ferrovie e in particolare con Rfi (Rete ferroviaria italiana): “Dapprima abbiamo negoziato il comodato d’uso per 5 anni degli immobili rappresentanti l’intero tratto di linea ferroviaria non più in esercizio e ricadente nel territorio comunale. In seguito – aggiunge Tomasi – abbiamo concluso le trattative per l’estensione a 15 anni del comodato d’uso medesimo, fino al 20 luglio 2032, eventualmente prorogabile. Infine, abbiamo ottenuto il comodato d’uso di ulteriori stabili di proprietà RFI, come, ad esempio, lo stabile a più piani di via San Marco”.

Il Comune è riuscito ad ottenere il parere favorevole di RFI alla realizzazione delle opere e l’autorizzazione della Soprintendenza del Ministero per i Beni e le Attività Culturali: “Il progetto esecutivo – conclude Tomasi – restituirà la vecchia e cara stazione ai sangavinesi: la sua nuova e moderna veste convertirà il complesso in un centro istituzionale di primo piano, in un cuore pulsante dell’associazionismo, del protagonismo civico e della cultura”.