Riscoprire l’antico castello

Ales. Conferenza dei ragazzi del Servizio Civile su “Il castello di Barumeli: ricerca e valorizzazione”

Aconclusione del loro anno di attività i ragazzi che hanno portato avanti il progetto di Servizio Civile “Valorizzazione del Castello di Barumeli” (Eleonora Fenu, Alberto Deiola, Valerio Ruggeri e Angelica Melis), hanno organizzato il 1° giugno scorso la conferenza “Il castello di Barumeli: ricerca e valorizzazione”. Dopo il saluto del sindaco, Francesco Mereu e il resoconto sull’esperienza del Servizio Civile dell’Operatore Locale di Progetto e formatore, Massimo Pistis, il prof. Raimondo Zucca e l’arch. Maura Falchi si sono cimentati l’uno su un interessante excursus storico sui castelli giudicali e su quello di Barumeli in particolare, l’altra sul restauro e la valorizzazione del monumento, forte della sua esperienza diretta e del progetto esecutivo predisposto sul bene storico.

Il prof. Marco Ledda ha relazionato sulla figura di Donna Violante Carroz e Antonello Figus, sindaco di Santa Giusta e presidente di “Itinera Romanica”, ha presentato l’Associazione Amici del Romanico, presente con numerosi soci. Al termine della Conferenza la gran parte dei presenti si è recata al Castello, che dista poco più di un chilometro dall’abitato di Ales, dove i volontari del Servizio Civile hanno letto la loro relazione. Intento dei volontari è quello di non cessare il loro interesse al termine del corso, ma di valorizzare gli studi prodotti.

Lasciato il Castello, ripulito per l’occasione da validi operai, c’è stato spazio per la grande soddisfazione di aver riportato all’attenzione generale non solo di Ales, la storia di questo bene storico, che mette in luce, anche così com’è, le sue particolarità. Il risultato ottenuto evidenzia l’importanza del servizio civile, grazie al quale le Amministrazioni comunali possono permettersi, in un’epoca di ristrettezza di organici e risorse, di badare a tematiche che altrimenti sarebbero condannate all’oblio più totale.

Ecco cos’è la difesa civile non armata, l’eredità dell’obiezione di coscienza, il concetto costituzionale di ripudio della guerra: mettere i giovani in condizione di essere protagonisti della storia delle loro comunità, garantendo loro di ottenere dei risultati che potranno spingerli ad essere cittadini attivi, capaci di apprezzare l’efficacia del lavorare insieme per esiti finali non fini a se stessi, ma di utilità contingente e di stimolo per azioni future. È stato un anno di studi sui testi degli stessi relatori, letture, visione di documentari, partecipazione a manifestazioni e conferenze, visite guidate in musei e castelli legati al tema del progetto e tanto altro.

La storia di Barumeli si articola in più fasi temporali a partire dal VI sec. d.C. (prima fase bizantina – cinta muraria sub circolare) e VII sec. (II fase bizantina – cinta muraria a doppia cortina). Il castello sorse in origine per contrastare le incursioni barbaricine, non molto tempo dopo divenne un semplice presidio in quanto la politica bizantina tendeva alla pacifica convivenza con le popolazioni autoctone, così fu firmata una pace con il comandante Hospitone (594 d.C.). Il disinteresse di Bisanzio nei confronti della Sardegna a partire dal IX sec. portò nel tempo alla nascita di un potere indipendente di autogoverno della Sardegna, i Regni Giudicali.

La I fase Giudicale nel castello è del X sec.: opere di fortificazione, in particolare il bastione semicircolare del diametro di 7.40 m, che ricorda quelli delle mura oristanesi. La seconda fase del XIII sec. vide la costruzione della torre decagonale, vero e proprio mastio (torre di guardia). Tra il secolo XIII e il XV sec. il castello di Barumeli vive le vicende storiche del passaggio dal Regno Giudicale d’Arborea alla Corona Aragonese. La quinta e ultima fase è appunto quella aragonese (XV sec.) che incise sul castello di Barumeli con l’erezione di bastioni di fortificazione.

Dopo la battaglia di Sanluri del 1409 il castello viene infeudato alla nobile famiglia catalana dei Carros, e sarà Donna Violante Carros III a legare il suo nome ad Ales, come finanziatrice della seconda fabbrica della Cattedrale e per la condanna per l’esecuzione del parroco di Bonorzoli Giovanni Castangia (1508). Fu assolta due anni dopo direttamente dal Re Ferdinando II. La decadenza del Castello coincide sia con lo spopolamento del villaggio di Barumeli (intorno al 1504), sia con la morte di donna Violante Carroz (1511).

Possiamo rilevare che il sito di Barumeli riveste un’importanza storico archeologica e architettonica notevole, per cui dovrebbe essere valorizzato come merita perché da anni si sta semplicemente cercando di mantenere l’esistente con grande difficoltà. La speranza è che al più presto chi di dovere prenda a cuore il recupero del Maniero, che richiede notevoli risorse, ma merita grande attenzione.

M.P.