Rinnovamento nella continuità

Villa Verde. Dopo 10 anni da vicesindaco Sandro Marchi succede a Roberto Scema

Sandro Marchi, 46 anni, agronomo, docente presso l’Istituto Agrario “Duca degli Abruzzi” di Elmas, è il nuovo Sindaco di Villa Verde. Succede in questo modo a Roberto Scema, del quale è stato vice sindaco negli ultimi dieci anni. Lo abbiamo incontrato ed intervistato, all’indomani della cerimonia di insediamento

Prof. Marchi, lei è Sindaco di Villa Verde da una settimana. Quali sono le sensazioni in questi primi giorni ed in particolare nel giorno dell’insediamento?
Sinceramente? Nei primi giorni non dormi, nel rimbalzo continuo tra quello che vorresti fare il giorno dopo, l’ansia di alzarti presto per provare a farle tutte, la frustrazione per non esserci riuscito… Per fortuna pare che dopo qualche mese ci si tranquillizzi. Durante l’insediamento invece ero emozionato, soprattutto per la consapevolezza dell’aspettativa e della stima che c’è nei miei confronti e in quelli del gruppo che conduco. Ed è questo, sostanzialmente, che non ti fa dormire: la voglia di essere all’altezza di queste aspettative.

Ci presenta la sua Giunta?
Vice Sindaco sarà Mariano Troncia, con delega ai lavori pubblici ed alla Urbanistica. Annarita Floris sarà l’Assessore al Lavoro ed ai Servizi Sociali (entrambi sono già stati assessori nella amministrazione precedente). Infine, new entry, Emanuele Salis, per la prima volta consigliere, che si cimenterà nell’esecutivo con deleghe alla viabilità rurale, risorse idriche e sport.

Che obiettivi si pone in questi cinque anni la sua Amministrazione?
L’obiettivo principale sarà quello di mantenere lo standard che abbiamo raggiunto in questi anni, completando i progetti messi in cantiere dalla Amministrazione uscente, e tracciandone di nuovi per le Amministrazioni che seguiranno. Nello specifico, obiettivo immediato è l’avvio del Mu.Nu. (Museo della civiltà nuragica), oramai pronto, il recupero di Casa Carcangiu e la sua trasformazione in struttura socio – assistenziale, il completamento dell’area di proprietà comunale destinata all’allevamento dei suini, la predisposizione di un piano di completamento e manutenzione della viabilità rurale.

Proseguirà l’opera di valorizzazione del patrimonio archeologico, ed in particolare del villaggio di Bruncu ‘e s’Omu?
Certamente. Noi crediamo molto nella valorizzazione delle risorse archeologiche, iniziativa che ha avuto un forte rilancio grazie alla collaborazione con la Sovrintendenza Archeologica ed alla Università di Cagliari, ed allo straordinario lavoro del Prof. Riccardo Cicilloni e dei suoi collaboratori. Quest’anno puntiamo a completare l’indagine sull’isolato del villaggio, scavato negli ultimi anni, e valuteremo se avviare l’indagine anche sull’interessante pozzo sacro di Corongiu Arrubiu.

E la costruzione della Chiesa, a che punto è?
Si è certamente un po’ in ritardo. Il tetto è completato, ed ora si passa alla impiantistica ed ai prospetti. 10 mesi ancora? Un anno? Non essendo noi i committenti, mi è difficile dirlo. Una cosa è certa: quando sarà finita sarà una Chiesa bellissima.

Anche il suo paese, come tutta l’Alta Marmilla e le altre aree interne dell’isola, soffre il problema dello spopolamento. In che modo le amministrazioni locali possono provare ad arrestarne, o almeno, a rallentarne gli effetti?
Il fatto che tutte le zone interne ne soffrono è segno evidente della necessità che occorrono politiche di livello regionale e nazionale, finalizzate a che rendano conveniente venire a vivere nei paesi, anche se si lavora fuori. Occorrerebbe, forse, qualche sognatore in più, nelle stanze dove si decidono le cose.

Quale è il suo pensiero sul ruolo delle organizzazioni sovracomunali, quali l’Unione di Comuni ed i Consorzi?
Credo che siano il futuro dei nostri territori. Riguardo ai servizi, sono già il presente, e per lo sviluppo unica via possibile. Impensabile tornare indietro, anche di fronte alle difficoltà della gestione.

Si assiste sempre più ad un distacco della opinione pubblica dalla politica. I soli che riescono a mantenere un buon livello di consenso sono gli amministratori locali: come se lo spiega?
Questo avviene per il principio di prossimità. Gli Amministratori locali garantiscono contatto diretto e impegno quotidiano, anche nelle piccole cose. Questo viene valutato ed apprezzato. Siamo raggiungibili, e anche quando i problemi non vengono risolti, ciò viene apprezzato. Non accade altrettanto per la politica ad alto livello.

Le faccio una provocazione: lei è uno stimato insegnante ed un apprezzato professionista. Chi glielo fa fare di caricarsi addosso questo gravoso compito?
Nessuno. Ma ho fatto questo ragionamento: ho due nipoti, che abitano lontano da qui. Quando fra quindici – vent’anni, parleremo della situazione sarda, che sarà ancora problematica, loro mi chiederanno: “ma tu cosa hai fatto?”. Ecco, voglio avere una risposta da dare a questa domanda.

Italo Cuccu