Preti e laici per animare Ales

Ales. Inaugurata la “Casa della comunità” per i gruppi e le associazioni parrocchiali

Mons. Antonio Fanni nel 1949 pensò di procedere alla costruzione di un Cineteatro e di un ambiente per la scuola del Catechismo

Domenica 13 gennaio 2019 si è svolta l’inaugurazione della “Casa della Comunità”. La cerimonia ha avuto luogo intorno a mezzogiorno, al termine della Messa Sociale. A benedire i locali, lo stesso nostro Vescovo Padre Roberto. Presente qualche autorità locale come il Sindaco Francesco Mereu, e il Maresciallo dei Carabinieri, Bruno Casti. Abbiamo avuto modo, altre volte, di toccare questo argomento. Detto in breve si tratta del pieno ricupero e dell’adeguata sistemazione dei locali esistenti sopra il Cineteatro Parrocchiale. Nati come “Casa del Catechismo” e passati nel tempo ad assolvere diverse altre funzioni, i locali, col passare degli anni, erano diventati bisognosi di importanti interventi di manutenzione straordinaria. Dopo tanto tempo, ecco la loro sistemazione definitiva.

Sono rimessi veramente a nuovo e sono pronti a riprendere la loro funzione originaria, quella di “Casa del Catechismo”. Ferma restando questa destinazione, i locali sono stati ribattezzati “Casa della Comunità”. Ciò a buona ragione. Essi, infatti, oltreché disporre delle diverse aule per la scuola di catechismo, dispongono anche di uno spazioso salone per assemblee di ogni genere e di una bella sala per riunioni. Bello anche l’arredamento fatto di tavoli grandi e piccoli, di poltroncine, di armadi e quant’altro. I lavori, affidati all’impresa locale del signor Gabriele Cadoni, sono costati tanti sacrifici. Essi, in definitiva, sono stati portati a termine grazie all’intervento della Regione Sarda e ad un contributo proveniente dai fondi CEI dell’Otto per mille. Prezioso è stato anche l’intervento di qualche volontario. Con le sole sue forze la Parrocchia non sarebbe mai riuscita a venire a capo dell’opera.

“Casa della Comunità”, quindi, intitolata ai SS. Apostoli Pietro e Paolo. Della “Comunità” perché essa sarà messa a disposizione dell’intera comunità alerese. C’è da dire, per l’esattezza, che la “Casa” era stata effettivamente concepita, a suo tempo, come funzionale alle diverse attività della Comunità Parrocchiale. In ogni caso una risorsa per l’intero paese di Ales. Ne fu principale artefice mons. Antonio Fanni, il santo sacerdote che gli Aleresi hanno avuto la fortuna d’avere come parroco per ben cinquant’anni, dal 1915 al 1965.

In tempi assai difficili egli ebbe il coraggio di metter mano alla costruzione di una struttura che sembrava impossibile da realizzare. Ai fini soprattutto educativi e formativi dei suoi “figli”, egli pensò di procedere alla costruzione di un Cineteatro e di un ambiente per la scuola del Catechismo. Ad elaborare sulla carta il progetto fu lo stesso parroco che, forte del suo ingegno e delle sue non comuni capacità intellettuali, sapeva destreggiarsi nel campo alla stregua di un provetto ingegnere. Tutta la comunità alerese venne coinvolta nella realizzazione dell’opera. Le donne di Azione Cattolica si organizzarono per fare le questue nel paese. Il raccolto andava ad aggiungersi a quanto si realizzava in parrocchia con le offerte e le sottoscrizioni.

Persino i bambini e i ragazzi diedero il loro contributo per la raccolta di fondi. Andavano, questi ultimi, per i campi appena mietuti a raccogliere le spighe residue; ne riempivano i loro secchi. Le spighe venivano trasformate in grano ed il grano in denaro. Ciò per anni, sino alla posa della prima pietra avvenuta esattamente il 13 giugno 1949. Notizie storiche, queste, in parte riferite dal parroco don Petronio Floris, “motore” dell’opera di restauro dei locali.

Di seguito il Vescovo è intervenuto per esprimere parole di elogio, primi fra tutti, al parroco don Petronio e al vice parroco don Emmanuele, e di incoraggiamento e d’augurio alle numerose persone riunite proprio nella sala più grande, quella per le assemblee, quella intitolata a mons. Fanni, il piccolo grande uomo che ha dato ad Ales e agli Aleresi come nessun’altro. Morì, egli, poverissimo. I suoi congiunti non ebbero a discutere per la spartizione dell’eredità lasciata dal parente canonico. Egli aveva già speso tutto se stesso e le sue sostanze a favore della sua parrocchia e dei suoi parrocchiani.

Marco Ledda

La “casa” per catechesi, formazione e fraternità

L’intervento di restauro e consolidamento dei locali con finanziamento della Regione sarda e i fondi dell’Otto per milledella Conferenza Episcopale Italiana e contribuzione dei fedeli

Nel 2011 la parrocchia della Cattedrale, per iniziativa del parroco don Petronio Floris, partecipa al bando RAS per la “valorizzazione e riconoscimento della funzione sociale ed educativa svolta attraverso le attività di oratorio”. La parrocchia fu ammessa a finanziamento con assegnazione di 38.000,00 euro per lavori e 9.500, per acquisto di arredi. Con l’incarico affidato all’ing. Franceschino Serra, la parrocchia avvia i lavori di messa insicurezza, mediante demolizione del controsoffitto e bonifica dalla infestazione di piccioni.

I lavori mettono in evidenza una condizione critica della struttura di copertura.  A seguito di apposita visita il responsabile del servizio tecnico del comune di Ales, ing. Maurizio Zucca, in data 31 luglio 2013 dichiarava l’inagibilità dei locali. Nell’ottobre 2013, a seguito di richiesta del parroco, il vescovo mons. Giovanni Dettori incarica l’ing. Serra di inoltrare richiesta di finanziamento al Servizio Edilizia di Culto della CEI per un intervento di “messa in sicurezza, consolidamento statico e restauro dei locali di ministero della chiesa cattedrale santi Pietro e Paolo in Ales”. La richiesta fu accolta e la parrocchia poté inoltrare la documentazione per la richiesta.

Fu redatto dall’Ing. Franceschino Serra un progetto che prevedeva un duplice intervento, uno per il ripristino delle condizioni di agibilità mediante il rifacimento della copertura e il consolidamento del solaio di interpiano per euro 201.000,00, ed uno per la riqualificazione dell’intero stabile mediante il rifacimento delle partiture interne, la realizzazione di un blocco servizi igienici, rifacimento di intonaci, tinteggiature e infissi per euro 84.000,00. A marzo 2015 con decreto del Cardinale responsabile fu concesso il contributo per complessivi 192.000,00. Durante l’esecuzione dei lavori fu ravvisata la necessità e opportunità di completare l’intervento con la sostituzione di tutti gli infissi ed il rifacimento della facciata esterna su via Umberto, la realizzazione dell’impianto di riscaldamento e condizionamento oltre alla eliminazione delle barriere architettoniche.

A settembre 2017 fu inoltrata richiesta per una integrazione di finanziamento. La richiesta fu accolta e concessa con decreto del Cardinale responsabile del 5 dicembre 2017. In definitiva è stato ammesso un intervento di messa in sicurezza, consolidamento statico e restauro dei locali di ministero per complessivi 401.421,00 euro di cui euro 280.500,00 contributo concesso dalla CEI sui fondi dell’Otto per mille, euro 47.500,00 contributo regionale ed euro 81.421, 00 a carico della parrocchia, che vi sta facendo fronte con il contributo annuale della Diocesi e grazie alle donazioni dei fedeli.

I lavori eseguiti dalle imprese Cadoni Gabriele, Crimatek di Cristian Manias e Ciemme di Mariano Cau tutti di Ales, risultano a oggi conclusi per quanto riguarda le opere esterne. Restano da realizzare l’abbattimento delle barriere architettoniche e il rifacimento della facciata su via Umberto, da realizzare nei prossimi mesi.

Franceschino Serra