Presentato il progetto del nuovo Ospedale

San Gavino Monreale. Il sindaco Tomasi: “Per tutto il territorio si apre una straordinaria occasione di sviluppo”

Un nuovo e moderno ospedale all’avanguardia da 68 milioni di euro con 212 posti letto, ben 6 sale operatorie in una grande area di 10 ettari di cui più della metà saranno destinati al verde. Inoltre il nuovo nosocomio si articolerà su 4 piani su una superfice di 32.124 metri quadri mentre un’area di un ettaro e mezzo sarà destinata ai parcheggi. Sono questi i numeri del nuovo Ospedale di San Gavino snocciolati durante la presentazione del progetto organizzata dalla Assl di Sanluri nel teatro comunale.
In sala c’erano sindaci, amministratori locali, regionali, parlamentari, volontari e semplici cittadini pronti ad ascoltare. “Il nuovo ospedale di San Gavino – rimarca l’assessore regionale alla sanità Luigi Arru – rappresenta la concreta attuazione della programmazione prevista dalla riforma della rete ospedaliera. Sarà una struttura moderna, all’avanguardia, ad intensità di cure. Non sarà un riferimento importante solo per il Medio Campidano, ma un collegamento fondamentale per l’Hub del Sud Sardegna, l’ospedale Brotzu”. Sulla stessa linea il direttore dell’Ats Fulvio Moirano: “Con l’approvazione della rete ospedaliera, con San Gavino Dea di I livello e la realizzazione dell’Ospedale andremo a garantire servizi a un bacino di utenza di almeno 100 mila abitanti.
L’ospedale è geograficamente strategico perché avrà anche il compito di decongestionare Cagliari e in parte Oristano, per le attività di base di primo livello”. Ha le idee chiare anche il direttore della Assl di Sanluri Antonio Onnis: “Il nuovo ospedale da terzo millennio nasce senza vincoli di spazio: garantirà servizi e professionalità efficienti in locali e ambienti moderni e adeguati”.
In prima linea il sindaco di San Gavino Carlo Tomasi: “Per tutto il territorio si apre una straordinaria occasione di sviluppo. Il nuovo ospedale arriva dopo tanti anni di battaglie”.
Ci sono tante speranze legate ai lavori legati all’apertura dei cantieri come ricorda Gigi Marchionni, segretario territoriale della Cgil: “Ora è fondamentale privilegiare l’attività lavorativa dei nostri cittadini e delle aziende del territorio che sta morendo. Chiediamo che le maestranze del territorio possano essere utilizzate compatibilmente con le professionalità di cui ha bisogno la società che ha vinto l’appalto. Intendo l’ospedale non solo come cura, ma come servizi per la gente del posto”.
Propositivo anche Edoardo Bizzarro, segretario territoriale della Cisl: “Il nuovo ospedale è il frutto di una battaglia corale di cittadini, associazioni e amministrazioni. Chiederemo che nella costruzione dell’ospedale si occupi la gente del posto. In prospettiva bisognerà ampliare la pianta organica dell’ospedale”.

Gian Luigi Pittau