Pellegrinaggio a Santa Maria Angiargia

Collinas. Chiusura del mese di maggio nella chiesetta campestre

È per lunga tradizione che la parrocchia di San Michele Arcangelo concluda il mese di maggio, dedicato alla Vergine Maria, con un pellegrinaggio a Santa Maria Angiargia, un luogo caro ai collinesi ricco di storia e di pietà popolare. Anche quest’anno si è mantenuta e ripetuta questa tradizione, iniziata con il compianto sacerdote don Angelo Zuddas, parroco di Collinas per oltre trent’anni. La processione dei fedeli, partendo dalla chiesa parrocchiale, ha percorso i quattro Km di tragitto fino al bosco sacro, preceduta dalla grande icona della Vergine con bambino, portata a turno dalle donne presenti.

Il cammino percorso con la recita del Santo Rosario è costeggiato da campi di grano che biondeggiano al sole, vigneti, coltivazioni e greggi al pascolo che rimandano agli stessi paesaggi e agli stessi scenari riportati nei Vangeli e soprattutto nelle parabole che invitano alla riflessione e alla preghiera. La stessa preghiera che è durata per tutto il mese di maggio con la partecipazione alla Santa Messa dei fedeli riuniti nell’artistica cappella del Santo Rosario con la nuova icona della Madonna esposta alla venerazione. È un bisogno per i collinesi ritornare nell’arco dell’anno nella chiesetta campestre di Santa Maria del bagno, festeggiata con grande solennità nella prima decade di settembre. È un luogo speciale dove campeggiano olivastri e lentischi plurisecolari, dove ancora echeggia il canto sommesso dei monaci di qualche ordine religioso che nelle vicinanze aveva stabile dimora. Si suppone infatti che il boschetto, mai toccato dal fuoco, nel quale insiste la chiesetta, fosse il giardino curato amorevolmente dagli stessi monaci.

Qui si intrecciano storie e leggende: dal carro che si impantanò con il simulacro della santa, alla sacralità del bosco dal quale non può essere portato via neppure un fuscello pena sicure disgrazie, dal frigidarium romano funzionale ad un insediamento agricolo, alla trasformazione in battistero per immersione con l’avvento del cristianesimo. Al di là delle storie e delle leggende avvincenti e ricche di mistero, ciò che conta maggiormente è la fede di un popolo che trasmessa da secoli, si è mantenuta integra nel tempo e che ancor oggi si manifesta con tanti segni. Il pellegrinaggio alla fine del mese mariano è uno dei segni significativi al quale però devono seguire le opere. Lo ha ricordato il parroco don Marco Piano, rivolto ai numerosi pellegrini presenti alla celebrazione eucaristica, Bisogna “mettersi al servizio degli altri, come Maria, senza contraccambio”. Ed è questo il messaggio da cogliere del breve pellegrinaggio a chiusura del mese mariano: spendersi per gli altri senza chiusure e senza egoismi.

Antonio Corona