San Gavino M.le. L’ordinazione presbiterale per le mani del vescovo mons. Corrado Melis e la prima Messa nella parrocchia di Santa Teresa

Mentre il mondo ci vuole “bravi”, il Signore invece ci vuole rendere “belli”. Raccoglie tra le sue mani anche i cocci rotti dei nostri limiti, dei nostri fallimenti, perfino dei nostri peccati, e impasta tutto daccapo, fino a compiere il miracolo di un “tesoro in vasi di creta”, fino a inventare la meraviglia di una piccola, stupenda opera d’arte”. Così mons. Corrado Melis, vescovo della diocesi di Ozieri ha rivolto queste parole nella parrocchia di Santa Teresa a San Gavino, nel giorno in cui ha ordinato sacerdote padre Daniele Carta, un giovane di soli 28 anni.
P. Daniele Carta ha scelto la strada della missione ed ora fa parte della Congregazione dei Missionari Redentoristi. Il giovane sangavinese ha scelto una strada comune a pochissimi giovani di oggi che in genere tendono a rimandare negli anni le scelte più importanti della vita. Nella comunità di San Gavino la gioia è stata grande per la scelta di Daniele come ha ricordato il parroco di Santa Teresa don Elvio Tuveri rivolgendosi a Daniele: “Sei il primo sacerdote che questa comunità ha generato. Siamo carichi di gioia: ti ringraziamo per il tuo sì e ti auguriamo di essere uno strumento della grazia di Dio e di vivere la bellezza dell’essere preti come ha detto il vescovo Monsignor Corrado Melis”.
E proprio dell’essere un sacerdote dalla vita bella sulla sequela di Gesù ha parlato p. Daniele Carta: “Oggi più che mai ora che sono un sacerdote, ad un anno dalla Professione Perpetua, voglio confermare la mia gioia nel vivere una VITA BELLA (da sempre e non solo da quando son sacerdote) perché infiammata da una sequela appassionata di una persona, Gesù”.

Daniele Carta, nel giorno della sua prima Messa, ha parlato delle tante benedizioni ricevute e della gioia di essere sacerdote: “Benedico il Padre per il dono della vita, per la gioia della vocazione religiosa e sacerdotale, per l’amore della famiglia, per la comunione coi confratelli, per la preghiera della mia comunità parrocchiale, per l’amicizia del mio paese San Gavino, per l’allegria dei miei amici, per “il giorno dei giorni, fatto per vivere! Il giorno dei giorni, tutto da fare e niente da perdere!”.
Daniele è cresciuto a San Gavino Monreale e ha studiato nel liceo scientifico “Marconi” con alcuni giovani oggi sacerdoti della nostra diocesi, poi dopo il diploma, subito le scelte importanti. All’età di 20 anni parte per Roma, dove segue il cammino vocazionale nella Congregazione dei Missionari Redentoristi e gli studi filosofico-teologici presso la Pontificia Università Lateranense. Dopo cinque anni vissuti nella capitale, affronta diverse esperienze: sta un anno a Salerno, sei mesi in Spagna e poi in Slovacchia. Ora si trova a Francavilla al Mare in Abruzzo, in provincia di Chieti.
La sua vocazione è nata nell’oratorio della parrocchia di Santa Teresa con il vivere in comunità e con le tante attività. “In questo periodo – racconta Daniele Carta – mi sono posto le domande che mi hanno fatto scegliere il sacerdozio. Fondamentale per 4 anni è stata l’esperienza al gruppo Emmaus guidato da don Elvio Tuveri. Poi nel settembre 2009, a 20 anni, sono partito a Roma e sono entrato nella congregazione del Santissimo Redentore”.
La scelta di Daniele Carta si può considerare coraggiosa, ma oggi i giovani chiedono una testimonianza coerente. Per i giovani oggi è importante non perdere mai la speranza nel futuro e la voglia di continuare a sognare. Non bisogna fermarsi al primo ostacolo: i giovani devono rischiare ed essere innamorati della vita proprio come ha fatto Daniele Carta.
Tutta la comunità ha festeggiato con p. Daniele Carta a partire dai sacerdoti presenti nel giorno della sua ordinazione sacerdotale. Tanta l’emozione per il padre, la madre, il fratello e la sorella ed ancora i tanti parenti e amici. Padre Daniele Carta saluta tutti con un grande sorriso stampato sul volto che esprime la gioia della sua scelta per molti controcorrente in un mondo dove in tanti rimandano all’infinito le scelte importanti della vita.

Gian Luigi Pittau