Nuove assunzioni alla fonderia della Portovesme srl

San Gavino Monreale, 25 nuovi posti di lavoro e stabilizzazione di altri lavoratori

Segnali di speranza per il lavoro nel Medio Campidano con le nuove assunzioni fatte alla fonderia, una fabbrica che fa capo alla Portovesme Srl di proprietà della multinazionale svizzera Glencore. Segnali positivi in controtendenza in un territorio dove è rimasto aperto solo lo stabilimento sangavinese in mezzo ad un cimitero di fabbriche soprattutto nella zona industriale di Villacidro. Le assunzioni sono state 25 e hanno portato anche alla stabilizzazione di alcuni lavoratori che prima operavano in alcune ditte esterne. Per i lavoratori e per i sindacati questa notizia è molto positiva: “Queste assunzioni – spiega Cristiano Lixi, componente della rappresentanza sindacale unitaria della fonderia per la Fiom-Cgil– sono un segnale importante per un’azienda come la Portovesme Srl che continua a produrre in un territorio in cui ci sono molte fabbriche chiuse. Molti dei lavoratori assunti sono del Medio Campidano e l’azienda ha fatto molti investimenti anche nel campo della sicurezza e per la tutela dell’ambiente”. Soddisfatto anche Marco Angioni, segretario territoriale della Fsm Cisl: “L’azienda Portovesme Srl si è già stabilizzata da diversi anni in un territorio dove si parla sempre più di chiusura di fabbriche o aziende in forte ridimensionamento.

Questa fabbrica è una certezza nel Medio Campidano afflitto da una grande crisi industriale”. Così la fonderia, che il 10 giugno ha compiuto 86 anni di attività, si dimostra in grande salute e tra posti diretti e indiretti garantisce 130 posti di lavoro. Come produzione ogni anno vengono lavorate circa 50mila tonnellate di piombo suddivise in lingotti da 40 chilogrammi da cui sono stati raffinati 850 chilogrammi d’oro e 150 tonnellate d’argento, metalli preziosi che costituiscono il business della fonderia e che vengono venduti anche su mercati internazionali. Ed ora si guarda con maggiore fiducia al futuro come ricorda il sangavinese Andrea Farris, segretario territoriale della Uilm: “Ci vorrebbero altre aziende come la Portovesme srl che nell’ultimo decennio ha investito anche con forti ostacoli da superare. Quest’azienda è da tenere stretta e cara: speriamo che in futuro si facciano anche altre assunzioni e che magari un domani si torni ai numeri dell’occupazione di 30 anni fa, quando lavoravano in fonderia circa 250 unità. Speriamo che la stessa sorte l’abbiamo altre aziende del territorio come la Keller, una volta superata la crisi. Ad oggi si addensano nubi grigie che speriamo possano schiarirsi: 204 lavoratori sono senza ammortizzatori sociali, tra pochi mesi, a fine ottobre, saranno 300: una situazione drammatica”.

Gian Luigi Pittau