La stele di G.B. Tuveri tornerà a Collinas?

Collinas. Ricordo del concittadino filosofo, giornalista e parlamentare

Il recente convegno su Giovanni Battista Tuveri, tenuto a Collinas nel 130° anniversario dalla morte, ripropone all’attenzione la figura e l’opera di questo illustre personaggio dell’800 che forse merita di essere maggiormente conosciuto per cogliere e apprezzare ancor oggi l’attualità del suo pensiero.
Certo la sua opera è oggetto di studi ma solo da parte di una ristretta cerchia di addetti ai lavori, da studiosi, da studenti che affrontano tesi di laurea, da qualche pubblicazione o CD Rom sul personaggio, da convegni e incontri culturali promossi dalle amministrazioni comunali. Ai ragazzi, agli studenti il messaggio arriva meno. Per molti sardi “il solitario pensatore” di Forru ora Collinas, è un illustre sconosciuto e forse lo è anche per qualche concittadino.
Almeno le scuole del territorio frequentate dai ragazzi collinesi, perché qui a Collinas tutti gli ordini di scuola sono spariti a causa della denatalità, dovrebbero tenerne conto nelle programmazioni di Istituto e di classe. Insieme alla lingua e alla storia della Sardegna e del nostro territorio, dovrebbero trovare spazio anche personaggi di grande levatura culturale e morale che hanno in qualche modo “fatto la storia” della Marmilla.
Ma chi era in fondo l’uomo G.B. Tuveri? Per gli amici era semplicemente Giambattista, per i compaesani “Segnor Juanni”. Un uomo semplice, schivo e lo si descrive anche un po’ diffidente se è vero, come si racconta, che era pronto a chiudere il cassetto retrattile della sua scrivania sulla quale era intento a scrivere, se qualcuno entrava nello studio. Questo per proteggere lo scritto da sguardi indiscreti. Forse la cautela era d’obbligo a seconda dei contenuti scottanti che trattava. Schivo sì, ma coraggioso e tenace nelle sue convinzioni, anche polemico se occorreva, certamente non era conformista, nè allineato, se si pone in contrasto con l’imperante filosofia giobertiana.

E’ doveroso però mettere in risalto che proprio in occasione del 130° anniversario dalla sua morte, l’Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Franco Cannas ha inoltrato formale richiesta per avere dalla città di Cagliari la stele commemorativa di G.B. Tuveri che si trova nel cimitero di Bonaria in qualche modo “marginalizzata”. A Collinas troverebbe più attenzione e più considerazione per ciò che rappresenta. La stele in marmo raffigura una grande stella a 5 punte in ognuna delle quali è presente una parola significativa e attualissima del pensiero tuveriano: uguaglianza, lavoro, probità, dignità umana, libertà. All’interno è una corona d’alloro e all’interno della corona d’alloro una targa con una epigrafe. “ MDCCCLXXXVII. A Giambattista Tuveri/ Che sdegnoso del presente/ Su cui si adagia/ Il dotto e il ricco vulgo/ Presenti tempi di giustizia/ E fu filosofo/ Nel pensiero e nella vita/ Gli studenti dell’Università di Cagliari/P.P..
La stele, alla presenza degli studenti e di personalità cittadine, venne sistemata in una parete del cimitero di Bonaria dove ancora si trova, lasciata però all’incuria del tempo e degli uomini. Giovanni Battista Tuveri non lo merita, sostengono i concittadini. La stele potrà tornare al paese di origine del “solitario pensatore”, pur dovendo affrontare un percorso burocratico accidentato? Tutti i collinesi lo auspicano vivamente.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 4, pag. 8.

Antonio Corona