La devozione si colora di storia locale

Ussaramanna. Festa di San Lorenzo

Tra le più importanti della Marmilla, registra il rientro in paese di numerosi emigrati, che aspettano il mese di agosto, per riunirsi ai familiari e agli amici

Anche quest’anno ad Ussaramanna si sono svolti i festeggiamenti in onore di San Lorenzo Martire, una cerimonia religiosa che, oltre ad essere un importante momento di devozione, rappresenta una ricorrenza storica di grande rilevanza sociale. Il parroco Don Bruno Houssen, sempre molto sensibile alla tradizione religiosa della sua comunità, ha guidato con attenzione i riti della festa.
Gli anni che passano affievoliscono e stendono un velo sugli avvenimenti del passato, ma la cura della tradizione, anche ripetendo dei gesti che possono apparire rituali, ci aiuta a non rompere i ponti con il passato e a mantenere la comunità consapevole della propria storia. Il bel libro “Memorie del Passato”, della Diocesi di Ales-Terralba, che riporta gli appunti di Storia Diocesana di Mons. Severino Tomasi, ci ricorda gli avvenimenti della “Gloriosa fine del paese di Ussarella” (Ussaredda per gli abitanti della Marmilla).
Dal 1719, i festeggiamenti di San Lorenzo si svolgono a Ussaramanna. La vecchia parrocchia di San Lorenzo di Ussarella divenne una chiesa campestre di Ussaramanna. I momenti della festa religiosa sono sempre molto significativi e partecipati, sempre accompagnati dal suono delle “launeddas” e dal canto in Sardo sia del santo Rosario che de “Is Cogius de Santu Larentzu”.
Ussarella. 
Era un paesino che occupava un lembo di territorio compreso tra Ussaramanna e Siddi. La sua chiesa parrocchiale era quella di San Lorenzo. Per diverse vicende il paese perse man mano i suoi abitanti e la sua chiesa parrocchiale cadde in rovina nel 1719.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 15, pag. 7.

Antonio Malandrone