La Candelora. La Confraternita di Guspini si arricchisce di cinque nuovi confratelli

Nel giorno della Candelora la Confraternita del Rosario si è arricchita di cinque confratelli. Per l’occasione i confratelli hanno indossato il nuovo abito che alternerà il mantello durante le attività religiose. Il nuovo corredo è costituito dalla veste – tunica bianca – che si indossa con una mantellina celeste sulle spalle. Sopra la tunica, a completare, un cordone annodato stretto ai fianchi con ben visibile un rosario.
I nuovi confratelli sono Roberto Carta, Marino Serpi, Silvio Floris, Ignazio Leo, Marco Manca. L’ammissione dei nuovi associati si è resa possibile dopo un periodo di preparazione, guidata dal parroco di san Nicolò don Antonio Massa e dal viceparroco don Daniele Porcu. Nella funzione religiosa, iniziata nella antica chiesa di Santa Maria, sono stati benedetti da don Nico i nuovi abiti della confraternita, che, secondo il parroco, evidenziano una sobrietà e dignità esteriore, espressione della volontà di servizio di coloro che li indossano.
È seguita la benedizione e accensione delle candele avvenuta attraverso l’utilizzo del cero pasquale posto accanto all’altare di Santa Maria. È seguita la processione lungo la via Santa Maria con il simulacro della Madonna con il bambino, portato dai confratelli. Nella parrocchiale di San Nicolò è stata celebrata la S. Messa. Don Massa all’inizio della Concelebrazione ha chiamato i cinque nuovi professi accanto all’altare, invitandoli attraverso una breve lettura a dichiarare la propria adesione all’associazione della Confraternita del Rosario. È seguita la Liturgia eucarisitica nella quale il parroco ha ricordato l’origine della festa della Candelora, un rito orientale di purificazione, che ricorda come il primogenito appartenga a Dio.
Don Nico ha evidenziato l’importanza della vita consacrata, delle vocazioni laiche e religiose. “Indossare un abito come segno esteriore, ha affermato, significa dare un segno pubblico di appartenenza visibile. Fare servizio con un abito di appartenenza, con un segno di distinzione, per esercitare la carità verso la gente è una espressione della Chiesa”.È seguito un momento di festa con i sacerdoti e tutti i membri della Confraternita.

M.S.