Iniziati i lavori di restauro della parrocchiale di Gonnostramatza

Dopo 65 anni di attesa, grazie ai fondi dell’8xmille e al cofinanziamento del Comune

I fedeli di Gonnostramatza per alcuni mesi hanno visto il plastico dell’Oratorio e della chiesa parrocchiale esposto nel battistero e letto il manifesto che annunciava il finanziamento della loro chiesa con l’8xmille. Dopo il rinvio dell’inizio dei lavori, si sono raggiunti 65 anni esatti dall’ultimo grande restauro e fatto aumentare il numero dei pessimisti. Finalmente però dal mese di luglio scorso, le persone si sono dovute ricredere perché sono comparse le impalcature che tuttora circondano la chiesa e la casa parrocchiale.
L’importo del progetto ammonta a 365.000,26 euro. La realizzazione dei lavori di intervento è stata possibile grazie al contributo della CEI, Ufficio nazionale per i beni culturali, pari a euro 175.000,00 e all’impegno del Comune di Gonnostramatza di cofinanziare i lavori con altri 175.000,00 euro. La Parrocchia integrerà la somma con 15.000,36 euro. La chiesa parrocchiale dedicata a S. Michele Arcangelo, è stata edificata a partire dal 19-06- 1665, dopo aver abbattuto la precedente in stile gotico aragonese, di cui è rimasta solamente l’abside e parte della sacrestia. La facciata ispirata a quella di S. Restituta in Cagliari, fu completata dopo il primo maggio 1684 in cui si compose una divergenza sulle proporzioni del rosone che era sovrastato anche da una nicchia a forma di conchiglia.
Dall’inizio di luglio, per precauzione, sono stati trasferiti e esposti al Museo diocesano di Ales, sia il Retablo del Cavaro datato 1501, sia il grande Crocifisso ligneo. Qualcuno, risvegliando antichi fantasmi, paventa il non ritorno delle due opere. La parrocchia ai diffidenti mostra l’autorizzazione della Soprintendenza, la lettera di affido e di presa in consegna dell’opera che parla di trasferimento temporaneo. Intanto l’opera è stata presentata al pubblico il 24 settembre scorso e sta attirando tanti estimatori.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 19, pag. 5.

Don Francesco Tuveri