Gust’Osando, la bottega dei sapori nostrani

Collinas. Bilancio di un anno di attività di due giovani imprenditori, costituiti in cooperativa, ora apprezzati per la professionalità e la diversificazione produttiva

È da un anno ormai in attività la “bottega Gust’Osando” di Giovanna Schirru (Selina) e Marco Sanna. Un avvio faticoso per i tempi richiesti dalla prassi burocratica da espletare e per la messa a punto di locali e attrezzature così come le norme impongono. Ma l’impegno e la tenacia hanno avuto ragione su tutto. Doti che vengono richieste a chi intraprende attività artigianali o di piccola impresa, soprattutto se giovani.
I due giovani imprenditori, costituiti in cooperativa, sono ora conosciuti ed apprezzati per la professionalità, l’inventiva, la diversificazione delle produzioni. Un’attività la loro che spazia dalla produzione di pasta fresca, alle torte e pizze realizzate con farine ricavate da mulini a pietra, ma anche alla “dolceria”, al servizio di buffet e al catering che si spinge ben oltre il territorio provinciale. All’occorrenza viene preparato anche il pane che veniva confezionato dalle nostre nonne per le feste, “su cocoi pintau”, lavorato manualmente da Marco con arte e maestria secondo la più antica tradizione familiare.
Il bilancio di un anno di lavoro, dicono i due giovani, è positivo. Il lavoro non è mancato e la richiesta è stata sempre soddisfatta con tempestività, professionalità e garbo”. Gust’Osando ha avuto il suo bel da fare in occasione delle giornate del Festival “Terra. Luogo del nostro abitare”, promossa dalla Fondazione Daga, così come in occasione delle manifestazioni del Presepio vivente e Via Crucis animata, delle numerose sagre. feste paesane, convegni, presentazione di libri, mostre, campi scuola per i ragazzi, carnevale etc.
Per il futuro, hanno detto i due giovani, bisogna continuare su questa strada diversificando la produzione, proponendo nuovi laboratori e aprendosi ancor più all’esterno. L’idea è di partecipare agli eventi del territorio e con l’antico forno mobile a legna preparare quanto la clientela richiede al momento. Vogliamo inoltre dare il dovuto spazio anche alle attività di laboratorio da effettuarsi non solo nella bottega o in locali contigui ad essa, ma con il forno a legna mobile operare dove la domanda lo richieda”.
A Giovanna e Marco non manca di certo la volontà di fare sempre di più e sempre meglio. Questo non è solo un segno di operosità giovanile ma rappresenta un esempio concreto per i tanti giovani che desiderano intraprendere un’attività in proprio intanto perché bisogna dimenticare il posto fisso a tutti i costi e poi perché il lavoro non viene di certo a bussare all’uscio di casa.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 2, pag. 7.

Antonio Corona