Guspini San Nicolò, comunità in festa

Sabato 3 marzo, durante la celebrazione della S. Messa vespertina, il geometra Enzo Cadeddu, della parrocchia S. Nicolò in Guspini, viene ammesso come candidato al Diaconato permanente. È il Vescovo Roberto Carboni a vagliare la sua vocazione e ammetterlo a compiere il percorso che lo condurrà al ministero ordinato.
È il riconoscimento dell’impegno profuso per tanti anni da Enzo nell’ambito di questa comunità parrocchiale. Apprezzato professionista ha svolto diversi ministeri di fatto. È priore della Confraternita “Madonna del Rosario”, che ha contribuito a far rivivere, insieme ad un nutrito gruppo che oggi sono una presenza significativa nella Chiesa locale.
È ministro straordinario della Comunione. Dedica particolare attenzione ai rapporti con gli anziani e i malati, che segue premurosamente con frequenti visite e prestazione di diversi servizi. È “custode” della Chiesa S. Maria. Ne cura la manutenzione e il decoro, insieme con altri collaboratori e collaboratrici. L’antica chiesetta risulta quindi sempre accogliente, e disponibile non solo per la Messa domenicale ma anche per altri incontri ed eventi promossi dai vari gruppi parrocchiali.
La comunità di S. Nicolò vive questo momento con gratitudine a Dio e riscopre la sua storica propensione a suscitare e accompagnare tante esperienze vocazionali, che si esprimono sia in ministeri ordinati (sacerdoti e diaconi) sia in tanti servizi assunti da laici, che rendono la parrocchia particolarmente viva e presente nel tessuto sociale della comunità cittadina. Accompagniamo Enzo con la preghiera e l’affetto.

Don Nico e don Daniele

Enzo Cadeddu candidato al diaconato permanente

Dall’Omelia del Vescovo per il rito di ammissione

Il carissimo Enzo Cadeddu, dopo un itinerario di preparazione di vari anni, curato dalle persone incaricate sia dal mio predecessore sia da me e sostenuti anche dal parere del parroco don Nico, viene oggi ammesso ufficialmente come candidato verso l’Ordine del Diaconato permanente, confortato e sostenuto dall’assenso della sua sposa.
Enzo esprimerà il desiderio di realizzare una vocazione nella vocazione. Enzo è stato chiamato dal Signore inizialmente alla vocazione matrimoniale, ad essere sposo e padre, e ora il Signore lo chiama a prepararsi più intensamente al diaconato permanente, a configurarsi a Cristo Servo nella comunità cristiana.
Si tratterà di un servizio liturgico, di annuncio della Parola e di carità, secondo le esigenze della comunità cristiana stessa, in comunione con il Vescovo. La vocazione al diaconato permanente nasce per chiamata, per elezione: “scelto fra gli uomini”. Non significa la realizzazione di un proprio progetto o di una personale ambizione, ma deve testimoniare lo stupore, la sorpresa, la gratitudine di essersi sentiti amati da Dio e, così, chiamati a seguirlo su una via di particolare servizio. Alla chiamata appartiene anche la vita stessa della comunità cristiana.
La finalità del servizio nel diaconato è “per il bene degli uomini”. Si diventa diaconi per essere destinati alla comunità, al servizio dell’amore verso ogni forma di povertà e di bisogno, anche assumendo il compito di annunciare il vangelo e di partecipare al culmine della vita cristiana, la liturgia. E viene anche definito l’oggetto, il campo di questo servizio: “le cose che riguardano Dio”. I diaconi sono chiamati, nella comunità, a narrare la presenza e l’opera buona di Dio, il suo amore. Anche noi, anche Enzo, siamo chiamati a lavorare e servire, perché l’uomo, la nostra comunità, riprenda il dialogo con il Signore liberandosi da ciò che lo impedisce. È questo l’augurio finale per Enzo e per questo comunità che lo presenta: rimettere Dio al centro e anche rimettere l’uomo, soprattutto quello povero, emarginato. Per seguire in questo l’esempio di nostro Signore.
+ Roberto, vescovo

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 4, pag. 6.