Gramsci, murale per le nuove generazioni

Ales. Nella “Piazza dell’albero del riccio”

Il dipinto riporta da un lato la figura paterna di papà Gramsci che tiene sotto braccio due dei suoi figli e al centro campeggia, imponente, una pianta dalle radici robuste

Finalmente i “murales” anche ad Ales! Arrivano piuttosto tardi, si potrebbe dire. Tanti altri paesi ci hanno preceduto. Qualcuno è addirittura passato ad essere “il paese dei murales”. Si è guadagnato una vera e propria fama di questo tipo, tante sono le pareti esposte al pubblico presenti e riportanti immagini che si ispirano a soggetti e temi i più diversi: scene di vita quotidiana, paesaggi paesani o campestri, volti tipici di gente sarda di oggi e di ieri… Si tratta talvolta di vere e proprie opere d’arte. Ales in certe cose non usa prendere l’iniziativa; mai o quasi che faccia da apripista. Nell’impatto iniziale, anzi, esso tende a guardare la “cosa” con una certa indifferenza, quasi a volerla snobbare. Da lì il ritardo con cui vi arriva. Quando poi delibera di realizzarla, anche questo va detto, ciò che ne vien fuori è sempre qualcosa di veramente apprezzabile.
Ora è cosa fatta. Il murale dipinto sulla parete che dà sulla “piazza gramsciana” riporta da un lato la figura paterna di papà Gramsci che tiene sotto braccio due dei suoi figli. Al centro campeggia, imponente, un albero dalle radici robuste. È l’albero della nostra tradizione più profonda. Le pagine aperte messe alla base dell’albero vogliono rappresentare l’opera di Gramsci che, appunto, alla tradizione sarda ha attinto tanto e a cui egli era molto legato. E poi i ricci: quelli che scuotono i rami per far cadere le mele e quelli che si rotolano sull’erba allo scopo di infilzare sui loro aculei il maggior numero di mele. Sulla destra, una piccola schiera di ragazzi che, attenti e partecipi, seguono la scena. Massimo Spiga ha voluto, in pratica, nel suo murale, raccontare di Gramsci padre, maestro, educatore.

Un Gramsci che, nonostante tutto e nonostante le sue precarie condizioni di vita e di salute, sorride alle nuove generazioni nelle quali egli ripone fiducia e speranza. Un murale che “serve a far vivere un brano di storia gramsciana alle nuove generazioni”, come ha detto la sindaca Simonetta Zedda, ovvero “un modo per far avvicinare le nuove generazioni a Gramsci”, secondo l’intento dell’artista e di Alberto Coni, presidente della “Associazione Casa Natale Antonio Gramsci”.
L’opera sarà inaugurata a breve con una piccola cerimonia che coinvolgerà le autorità locali, la popolazione e soprattutto le scolaresche. I ragazzi, si sa, sono le persone a cui il murale maggiormente si rivolge e parla. Ben vengano, dunque, i murales ad Ales. Per il momento sono due, visto che uno esiste già nel cortile di un privato, Marco Pisanu. C’è da credere che se ne aggiungeranno degli altri.
A sentire Alberto Coni, la cosa è già nei programmi dell’Associazione da lui presieduta. Forse saranno monotematici. Poco importerà se tutti si ispireranno a lui, a Gramsci, ai suoi scritti, al suo pensiero, alle vicende della sua vita. Ales, suo paese natale, potrebbe in futuro diventare anche il paese dei “murales gramsciani”. Poterebbe essere questa, anzi, la particolarità che distinguerà i murales di Ales da tutti gli altri. Un giorno, forse, sarà anche questo da ascrivere tra i piccoli omaggi offerti dal nostro paese al suo più illustre concittadino.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 14, pag. 6.

Marco Ledda