È vero che i nostri giovani non hanno sogni?

Una breve riflessione del Responsabile diocesano per la Pastorale Giovanile a conclusione dei diversi appuntamenti per i ragazzi svolti con successo in queste settimane

In queste ultime settimane la nostra Chiesa diocesana è stata protagonista di un avvicendarsi di importanti appuntamenti che hanno avuto come attori principali i giovani. Quegli stessi giovani ormai abitualmente dimenticati da una realtà sociale, e purtroppo anche ecclesiale, sempre più spesso geriatrizzata e incapace di riconoscere loro il ruolo che per natura dovrebbero avere e cioè quello di “fonte energetica rinnovabile”, certamente del futuro ma soprattutto del presente. Nell’anno del Sinodo dei vescovi sui giovani il tentativo vuole essere quello di entrare in dialogo con quelle generazioni di cui talvolta si parla ma con le quali si fa sempre più fatica a parlare. Dei ragazzi e dei giovani in tanti si fanno esperti, emettendo sentenze e scadendo in quei luoghi comuni che, a ben pensarci, sono vecchi almeno quanto i dinosauri. È vero che i giovani d’oggi non hanno valori? È vero che non hanno sogni? Che non sanno progettare, spendersi, sacrificare, impegnarsi per un obiettivo, credere in qualcosa, sperare in una vita più bella, giusta, felice…per tutti? A ciascuna di queste domande crediamo di poter rispondere con un deciso “non è vero!”. È vero piuttosto che il mondo attuale non è a misura di giovane perché a fatica offre possibilità di realizzazione nel lavoro, crea le condizioni per la costruzione di un progetto di vita e sostiene chi prova a dare inizio a qualcosa di nuovo. Eppure i giovani sanno sorprenderci: ci spiazzano con le loro innovazioni e pretendono – a ragione – di essere riconosciuti, apprezzati, amati.

Incontro Regionale a Mogoro

Un migliaio di ragazzi in cammino verso Roma

Li abbiamo incontrati questi giovani nel Raduno Regionale che a Mogoro, lo scorso 5 novembre, ha visto ritrovarsi insieme circa milleduecento pellegrini (giunti dalle dieci diocesi sarde), in una giornata dai toni climaticamente autunnali ma dai sentimenti decisamente primaverili. Una giornata all’insegna del colore, dell’allegria, ma ancor più dei valori dello stare insieme, dello scoprirsi discepoli del Maestro, apostoli (cioè inviati) di quel messaggio d’Amore che oggi sembra essere tanto inefficace quanto dimenticato ma che invece, sottotraccia, continua silenziosamente a lavorare nel cuore di ogni uomo. Mons. Corrado Melis, vescovo di Ozieri e delegato regionale per la Pastorale Giovanile e Vocazionale, ha salutato i partecipanti al mattino proponendo come preghiera un segno di croce consapevole e carico di significato. Gigi Cotichella e il suo staff di animatori, con circa trenta ragazzi provenienti da diverse diocesi e preparati ad hoc per l’occasione, hanno invece presentato – col metodo dell’animazione – il percorso “Walk in progress” che ci vedrà camminare insieme come regione, fino al Raduno Nazionale che si terrà a Roma i prossimi 11-12 agosto 2018. La Celebrazione Eucaristica concelebrata da cinque dei dieci vescovi sardi e il Festival dei giovani, che ha visto avvicendarsi sul palco tanti talenti nel pomeriggio, hanno poi concluso un evento che è stato solo l’inizio di un anno che si prospetta denso ed importante per le nostre Chiese diocesane e la Chiesa regionale tutta.

Primo Appuntamento Formativo per Animatori

Buoni cristiani, ma anche animatori competenti

All’indomani dell’Incontro Ecclesiale, domenica 12 novembre, per ben quattro ore di full immersion, ben 180 animatori della nostra diocesi (tra i quali una dozzina provenienti invece dalla diocesi di Oristano) si sono ritrovati nella struttura del Convento di S. Lucia a San Gavino M.le, per il primo di quattro appuntamenti di formazione calendarizzati dal Servizio di Pastorale Giovanile e Vocazionale. Questi appuntamenti nascono dalla consapevolezza che per poter dare un servizio di valore ai nostri giovani – e per dare linfa nuova alle nostre comunità – è necessario sì essere buoni cristiani ma anche animatori competenti. Non basta infatti la sola buona volontà, certamente necessaria per iniziare, ma non condizione esaustiva del difficile compito di farsi prossimi alle giovani generazioni. Aiutati dallo staff di Animagiovane e di Sider, e con la bella e importante presenza del nostro Vescovo Padre Roberto, gli animatori (tra i quali molti giovani e giovanissimi) si sono messi in gioco, scoprendo che dietro ogni azione, anche le più banali, ci deve essere sempre un’idea di fondo, un obiettivo da raggiungere, uno stile da maturare. Il prossimo appuntamento è previsto per domenica 7 gennaio 2018 ed è aperto a chiunque lo desideri, anche a chi dovesse aver saltato il primo appuntamento.

Ringraziamenti

Un doveroso e sentito ringraziamento al vescovo padre Roberto e a tutte quelle persone, che hanno collaborato, parroci, animatori, catechisti, religiose e i diversi volontari. Un grazie particolare a quelle realtà che in diverso modo hanno contribuito all’ottima riuscita di tutte le iniziative, ai sindaci e alle amministrazioni comunali di Mogoro e di San Gavino Monreale.