Decolla la strategia di sviluppo locale per la Marmilla

L’accordo di programma-quadro che trasferisce ai Comuni oltre 15 milioni di euro

In dirittura d’arrivo la firma dell’Accordo di Programma Quadro, atto finale che darà il via all’attuazione della strategia di sviluppo locale attraverso il trasferimento delle risorse finanziarie ai diciannove comuni dell’Unione Alta Marmilla. 15.025.666,67 euro che dovrebbero dare ossigeno a un territorio in sofferenza. La firma, che vede l’impegno dell’Agenzia per la Coesione Territoriale della Presidenza dei Ministri, del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, del Ministero della Salute e della Regione Autonoma della Sardegna, oltre che L’Unione della Marmilla presieduta da Roberto Scema darà l’avvio a una serie d’interventi volti a migliorare la qualità della vita delle popolazioni interessate e a promuovere un nuovo sviluppo per l’occupazione e il lavoro. La copertura finanziaria degli interventi di cui al presente Accordo ammonta a 15.025.666,67 euro. La sfida che il territorio si trova ad affrontare è la più difficile di tutti i tempi, sia per i modelli culturali, sia per le programmazioni di livello locale, regionale e nazionale degli ultimi venticinque anni non adatte alle aree interne, sia per i dati socio-economici drammatici, che non permettono ulteriori indugi per decremento e invecchiamento della popolazione.

Per vincerla, i cittadini dell’Alta Marmilla ritengono che debbano modificarsi alcuni paradigmi fondamentali che hanno comunque consentito la sopravvivenza dei presidi negli ultimi cinquant’anni e la conservazione delle identità e delle diversità, nonostante la rivoluzione industriale prima e quella tecnologica poi non abbiano determinato nel territorio alcun tipo di sviluppo. Innanzitutto è sempre più forte la consapevolezza che la costruzione del nuovo modello di sviluppo sia sotto l’egida di un governo e un’amministrazione sovracomunale (l’Unione dei Comuni) che sia in grado di trasformare le identità dei singoli presidi in energia per lo sviluppo dell’intero territorio.

Non è più sostenibile, secondo la percezione comune, immaginare spinte localistiche e di “campanile” come guida a processi di sviluppo locale, sia per la debolezza demografica ed economica di tutti i comuni dell’Alta Marmilla, sia per l’incapacità manifestata negli ultimi trent’anni a determinare occasioni di lavoro e di nuova residenza attraverso programmi attuati dai singoli comuni. Bisogna trasformare politiche comunali di sviluppo in politiche di sviluppo locale attraverso coesione e collaborazione istituzionale, attraverso l’accrescimento di una nuova appartenenza più ampia di tipo territoriale che sia sommatoria delle eccezionali specificità locali.

L’appartenenza all’Alta Marmilla è una consapevolezza della popolazione che potrà essere rafforzata all’interno del territorio se i giovani avranno opportunità di confronto e riusciranno negli studi, se gli adulti avranno a disposizione un buon servizio di cura e potranno migliorare nell’apprendimento, se i collegamenti tra i comuni e tra i centri erogatori di servizi esterni all’area saranno sicuri, spediti e organizzati, se le occasioni di lavoro e di occupazione si moltiplicheranno, se più diffusi saranno i network tra soggetti che operano e abitano il territorio. Questa dimensione interna di rafforzata organizzazione e coesione farà percepire all’esterno l’Alta Marmilla come un sistema territoriale attraente e aperto a nuovi residenti. I punti d’innesco per capovolgere le sorti dell’Alta Marmilla, altrimenti destinata all’abbandono sono stati individuati nei seguenti:

1. Innovazione dei sistemi di apprendimento – L’istruzione e la formazione sono il punto di partenza di qualsiasi riconversione sociale ed economica dell’Alta Marmilla. S’intende promuovere un percorso formativo nuovo che strutturi la propria offerta didattica anche fuori dal presidio scolastico in un rapporto costante con gli altri centri di educazione e culturali e con le aziende del settore primario, soprattutto per le scuole primarie e secondarie di primo grado. Anche il nuovo indirizzo dell’unico istituto superiore sarà più coerente con le vocazioni territoriali, cercando di rendere più frequente il rapporto scuola – lavoro in uno scambio continuo dentro/fuori con le aziende. Il sistema di apprendimento sarà rivolto anche a lavoratori e adulti per il recupero delle competenze e per studi accademici, recuperando professionalità e promuovendo l’aggregazione e il rapporto intergenerazionale. In questo ambito di intervento saranno coinvolti anche gli stranieri presenti nell’area, sia con attività per l’apprendimento della lingua italiana, sia con percorsi professionali per l’integrazione sociale e lavorativa. Destinatari: Scuole dell’obbligo del nuovo millennio: Ales e Usellus. Potenziamento indirizzo formativo Itis: Ales. Centri per formazione adulti: Morgongiori e Asuni

2. Valorizzazione degli attrattori culturali. – La popolazione riconosce il patrimonio culturale del territorio per cui la strategia prevede la sperimentazione di un sistema di gestione e valorizzazione degli attrattori culturali. Questo tipo di attenzione al patrimonio culturale, ampiamente diffuso e unico nelle caratteristiche di tipo archeologico, crea le condizioni per uno scambio dentro/fuori con il sistema di apprendimento, rafforza i legami con il territorio da parte dei giovani e favorisce nuove opportunità di permanenza. Riguarda tutti i comuni

3. Sostegno all’impresa giovanile. –Il territorio ha necessità di potenziare il proprio tessuto produttivo nel breve/medio termine e di aumentare il livello occupazionale. Questo è possibile creando subito le condizioni perché le idee dei giovani abbiano un valido supporto di accompagnamento, anche finanziario, alla nascita dell’impresa. L’accompagnamento alla costituzione d’impresa rappresenta un sostegno che se ben organizzato, se flessibile, se connesso a centri di competenza, se supportato anche finanziariamente può immediatamente creare condizioni di sviluppo territoriale e raggiungere risultati di nuova semi residenzialità o residenzialità.

4. Potenziamento e specializzazione dei servizi sanitari. –Coerentemente con il disegno circolare che favorisce l’integrazione tra ambiti, la strategia punta sul rafforzamento dell’inclusione e del supporto alle reti informali di cura direttamente collegato con le aziende agricole e alla creazione di un centro per la cura da disturbi del comportamento alimentare. Forte è la connessione con il sistema scolastico per l’alimentazione dei nostri studenti, con effetti moltiplicativi di richiesta delle produzioni locali, biologiche e non. Comprende 20 Posti letto e potenziamento servizi poliambulatorio: Ales Il Centro per la cura dei disturbi da comportamento alimentare: Ales

A cura di P.F.