Appetitosamente è cibo e libertà

Siddi. La XIV manifestazione regionale è durata quattro giorni con esperti dell’arte culinaria e personaggi di spicco della cultura e della musica

Grazie ad una organizzazione ampiamente collaudata nel tempo, Siddi si è preparato alla quattordicesima edizione di Appetitosamente 2019 per accogliere con i dovuti riguardi gli esperti dell’arte culinaria e i personaggi di spicco della cultura e della musica che animeranno l’evento. Quasi per magia, in questa occasione, il paese si è risvegliato da un torpore generalizzato e da un senso di scoraggiamento diffuso che da qualche tempo lo attanaglia, specie dopo la recente chiusura del ristorante S’Apposentu gestito dallo chef stellato Roberto Petza.

A contrastare la marginalità periferica di Siddi, in prima fila si sono schierati ancora una volta le associazioni, come l’AVIS, il Gruppo dei Barracelli, la Pro Loco, il Gruppo Folk, il Museo agroalimentare, Casa Pau, Casa Puddu Crespellani e Villa Silli, che gestisce il Museo Ornitologico e cura l’organizzazione di Appetitosamente, in stretta collaborazione col sindaco Stefano Puddu, l’Amministrazione comunale e l’Associazione CulturalMente 2.0.

In questi giorni si è notato un andirivieni di volontari che hanno sistemato gli ultimi stands e la piazza e le vie si sono rianimate quasi d’incanto. Come quando negli anni Settanta l’attività del pastificio Puddu garantiva un reddito certo e continuo a più di 50 famiglie, creando le condizioni economiche che giustificavano la presenza di quattro negozi di generi alimentari e di cinque bar, in un paese di appena mille abitanti. Il tema scelto quest’anno è stato Cibo e Libertà, hanno riferito Luca Atzori, Stefania Vacca e Carmen Pisano, fondatori di Villa Silli.

Sono stati quattro giorni dedicati al cibo e alle produzioni di qualità, con incontri, concerti, laboratori, proiezioni, mostra mercato, visite guidate, cene in strada, degustazioni, percorsi, convivi ed altro. Il cibo e i vari modi in cui lo scegliamo, e poi lo consumiamo, hanno scritto nel programma gli organizzatori, sono una caratteristica del nostro modo di essere e di proporci, una componente importante che racconta molto di noi: quello che siamo, il nostro stile di vita, il “mondo” a cui apparteniamo. Per questo, crediamo che la libertà di alimentazione passi anche attraverso la forza creativa della diversità fra gli esseri viventi, che andrebbe sempre rispettata e valorizzata in tutte le sue forme e sfaccettature. Ogni persona dovrebbe pertanto sentirsi libera di scegliere secondo le sue inclinazioni, i suoi gusti, le sue credenze; libera da modelli nutrizionali, da condizionamenti pubblicitari, da convenzioni comuni e soprattutto dalle “imposizioni” delle multinazionali.

Cibo come abbondanza e segno di benessere, contrapposto al cibo come necessità primaria, che scarseggia e risulta insufficiente in tante parti del mondo, è stato il tema della tavola rotonda di giovedì 25 luglio, alla quale hanno partecipato il sindaco di Siddi dott. Stefano Puddu, don Ettore Cannavera, responsabile Comunità la Collina di Serdiana, Roberto Ciredz, artista visivo, Aldo Cuccu, antico custode della memoria agricola della Marmilla. Ha coordinato il dibattito Roberta Ida Muscas, esperta di sviluppo rurale e cultura.

Venerdì 26 alle ore 11, nell’ex Pastificio Puddu, Il cibo ai tempi di Instagrame inaugurazione della mostra fotografica di Francesco Pruneddu, con la presenza dell’autore. Ha presentato Marco Pisanu, Presidente Associazione CulturalMente 2.0. Ma il Festival di quest’anno si è arricchito anche di altri momenti dedicati alla cultura e alla musica: sabato 27 luglio, in altopiano, presso la maestosa tomba di giganti sa Domu de s’Orcu, alle 19 c’è stato il concerto di Malika Ayane. Subito dopo, alle ore 22.15, per le vie del centro storico, Aggiungi un posto a tavola: la comunità di Siddi “ha aperto” ai visitatori, imbandendo tavoli e pietanze per una cena suggestiva.

Domenica 28, alle ore 6, presso la Tomba di Giganti, al primo sorgere del sole, Angelica Perra (flauto traverso) ed Eleonora Congiu (arpa a levette), hanno reinterpretato in musica i silenzi della Giara, delle grandi pietre e delle antiche divinità. Al termine, gli ospiti sono stati confortati da una ricca e arcaica colazione.

Il festival del buon cibo, anche quest’anno, hanno ribadito gli organizzatori, ha voluto essere un mezzo e un’occasione per concorrere a costruire una nuova consapevolezza della cultura alimentare e contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone. Per tutto il periodo del festival, infatti, negli stands allestiti nella piazza principale e nelle vie del paese, è stato possibile acquistare i prodotti locali. L’edizione 2019 di Appetitosa- Mente è stata, ancora una volta, una nuova opportunità di crescita, anche economica, per una comunità e per un intero territorio.