Anche a 90 anni d’età la missione continua

Villacidro. Suor Maria Zaira Mocci celebra 67 anni di professione religiosa

Piccola di statura, giovanile d’aspetto, sorridente e loquace, suor Maria Zaira Mocci, francescana minima del Sacro Cuore, è tornata a Villacidro, suo paese natio, per stare un breve periodo con i suoi familiari. Domenica scorsa in parrocchia tutta la comunità ha potuto conoscerla e accoglierla con gioia. Mentre il parroco don Giovanni Cuccu l’ha presentata con orgoglio e con sorpresa di tutti durante la S. Messa di ringraziamento per il suo 90° compleanno e per il suo 67° di professione religiosa, rimarcando con gioia le varie attività, che nonostante l’età, ancora questa sorella svolge a Firenze nella Casa di riposo dove abita. Le altre suore di Villacidro già avevano fatto la loro professione religiosa di fronte alla comunità di Santa Barbara l’8 giugno scorso, in occasione proprio della festa del Sacro Cuore di Gesù. In quell’occasione don Giovanni aveva ringraziato il Signore e le stesse Suore francescane minime del Sacro Cuore per la loro presenza a Villacidro, per il bene operato in tanti anni nel campo dell’educazione dei bambini e in parrocchia, per l’esempio dato a tutta la comunità villacidrese e per i frutti che sono stati colti nelle numerose vocazioni di questi 70 anni di loro permanenza nella cittadina.

Volentieri suor M. Zaira ha accettato di essere intervistata e di parlare di sé. “Ero molto giovane quando sono diventata suora per vocazione e a 23 anni sono partita per la Toscana. Era il 1951 e nell’Istituto trovai molte ragazze del mio paese. Siamo state circa una settantina di Villacidro, molte sono decedute mentre le viventi saranno una trentina. A casa lasciai una famiglia numerosa: eravamo otto sorelle e due fratelli, tutti molto uniti e quando tre sorelle e un fratello sono morti ho sofferto tanto. A 90 anni posso dire che sono stata sempre una combattiva, sono una innamorata del Crocifisso e non mi lascio vincere dalle avversità: sono pronta a schierarmi contro le ingiustizie anche se commesse da persone importanti e non ho paura di rimproverarle.
Sono stata in fin di vita per ben tre volte, in coma per cinque giorni dopo un intervento chirurgico, ma con grande sorpresa dei medici che mi davano per morta mi sono svegliata e ripresa in breve tempo. I medici stupiti parlavano di miracolo, io mi sentivo una guerriera. Vivo nella casa di riposo dell’Istituto del Sacro Cuore di Firenze, dove sono arrivata pochi mesi prima dell’alluvione del 1966 e ho assistito a tutti i disastri provocati dall’esondazione dell’Arno. Allora la Casa accoglieva le donne in maternità e i bambini, poi è diventata di Riposo per le suore anziane. Faccio attualmente l’economa e pertanto due volte la settimana mi reco con la macchina al mercato di Firenze per la spesa. Qui incontro tanti giovani, anche musulmani con i quali sono diventata amica, con loro dialogo e parlo di Dio. Tutti mi aiutano a caricare le cassette di frutta e verdura. Siamo in tante nella casa, tra suore, infermiere e donne, e devo fare l’autista tutti i giorni per tutte le esigenze: accompagnare qualcuno o fare la spesa. Ho rinnovato la patente l’anno scorso. Cerco di fare la volontà del Signore, anche a 90 anni la missione continua e tutto ciò che posso fare lo faccio con entusiasmo e gioia”.

Conoscerla di persona anche se in un breve colloquio è stato un piacere per me: con meraviglia l’ascoltavo mentre parlava con lucidità, scioltezza e vivacità della sua vita, ricordando qualche simpatico aneddoto o inserendo qualche battuta divertente. Davvero un esempio di docilità allo Spirito nella meraviglia di una vita spesa per l’amore di Dio e dei fratelli!

Dina Madau