Tuili ritrova il suo Retablo

Da oltre cinque secoli la parrocchia custodisce gelosamente il capolavoro della pittura sarda del ‘500 e tutti i parroci che si sono avvicendati nel tempo si sono sempre prodigati per la conservazione e valorizzazione del capolavoro del maestro di Castelsardo

Venerdì 5 ottobre u.s. la comunità di Tuili si è ritrovata nella splendida chiesa parrocchiale per dare il bentornato ad un “figlio” speciale: il retablo del Maestro di Castelsardo. Alla presenza del Vescovo Padre Roberto Carboni, del Sindaco Celestino Pitzalis, della dott.ssa Maria Passeroni funzionario della soprintendenza alle Belle Arti del Sud Sardegna, la soprintendente Maura Picciau, e la dott.ssa Lucia Siddi e alla restauratrice Annalisa Deidda, il parroco don Antonello Muscas ha dato il benvenuto ai presenti manifestando la gioia e la soddisfazione per il rientro a casa dell’opera restaurata, dopo la permanenza per sei mesi alla mostra nella Venaria Reale Di Torino. Mostra che ha accolto oltre duecento capolavori restaurati grazie al progetto “Restituzioni” del gruppo Intesa San Paolo.

Storia del retablo

Il 4 giugno dell’anno del Signore 1500 Juan de Santa Cruz e sua moglie Violante, feudatari di Tuili, intendono solennizzare ulteriormente l’edificio sacro con l’acquisto di un retablo di grande qualità, luccicante di foglia oro e acceso da pigmenti intensi e preziosi. Per questo essi accendono un censo in favore di Niccolò Gessa del valore di 200 lire sarde per il pagamento dell’opera. Il retablo di Tuili viene realizzato dal “Maestro di Castelsardo”, nome di convenzione che intende identificare una formula pittorica d’eccezione, tra le più pregevoli tra quelle attive tra le corone iberiche. Da allora il paese di Tuili riceve in custodia uno dei polittici più significativi a scavalco tra fra il mondo gotico e le prime avvisaglie di decorativismo al romano, frutto di una cultura raffinata e colta, che pone la Sardegna, e quindi Tuili, al centro dei più importanti circuiti internazionali.

Da oltre 500 anni la parrocchia di Tuili custodisce gelosamente il capolavoro della pittura sarda del ‘500 e tutti i parroci che si sono avvicendati nel tempo si sono sempre prodigati per la sua conservazione e valorizzazione. Circa tre anni fa ci si è accorti della sofferenza del retablo, infestato dai tarli e con pericolosi distacchi di pellicola pittorica. Necessitava di urgenti interventi. Subito attivati gli Enti pubblici alla ricerca dei fondi necessari dopo non pochi sforzi si è finalmente riusciti a reperire i finanziamenti grazie al gruppo intesa san paolo.

Nell’ottobre del 2017 la pala d’altare è stata quindi smontata dalla sua cappella e dopo essere stata debitamente imballata è stata affidata alle sapienti mani della restauratrice Annalisa Deidda la quale nel suo laboratorio di Elmas ha provveduto alla disinfestazione del tarlo e al restauro delle parti compromesse. Ultimato il restauro l’opera è partita per la Mostra a Veneria Reale, dove in compagnia di capolavori di Tiziano e Tintoretto ha fatto bella mostra di sè ad oltre 70 mila visitatori, riscuotendo grande successo e interesse sia di critica che di pubblico. La mostra è stata una grande opportunità di promozione dell’opera e del nostro territorio. Se la comunità di Tuili inizialmente ha avuto qualche titubanza e preoccupazione nel lasciare che il suo retablo partisse, oggi può ritenersi orgogliosa e soddisfatta di avere condiviso la bellezza dei suoi tesori col mondo intero.

Come ha sottolineato il sindaco Celestino Pitzalis, la comunità ha atteso il rientro dell’opera quasi “come si attende un figlio al ritorno di un lungo viaggio”, e ora orgogliosamente continuerà a custodirla all’interno della parrocchiale di San Pietro scrigno di tanti pregevolissimi tesori d’arte godimento per i tanti visitatori che ogni anno ci onorano con la loro presenza. La serata si è conclusa con una visita guidata del Prof. Marco Antonio Scano.