Siddi. Nonnu vicariu e le sorprese della Provvidenza

Don Agostino Sanna per 32 anni vicino ai fedeli. Nonostante gli acciacchi continuava a recarsi in chiesa per celebrare la Messa anche dopo l’ingresso del nuovo parroco

Tra i sacerdoti che hanno lasciato un’impronta indelebile nella comunità parrocchiale di Siddi, il primo posto non può che essere riservato al canonico Agostino Sanna. Egli vi svolse la sua opera pastorale per ben 32 anni, dal 13 novembre 1934 al 1° agosto 1966. A causa della salute precaria e a motivo dell’età avanzata, il 1° agosto 1966 il canonico Sanna dovette rinunciare alla parrocchia, che fu affidata dal vescovo mons. Antonio Tedde a don Lorenzo Tuveri, già parroco di Pau. Questi fece il suo ingresso a Siddi il 18 settembre 1966.
Rinunciando alla parrocchia il canonico Sanna, però, dovette lasciare al nuovo parroco anche la casa canonica, che egli stesso aveva inaugurato il 23 gennaio 1940. Era una prassi normale, ma fu anche una complicazione che creò in lui e nel suo nucleo famigliare tanti motivi di preoccupazione. Il fratello Egidio, che aveva realizzato l’illuminazione della chiesa parrocchiale nel lontano 1935, ormai anziano anche lui, ora non aveva tutti i torti nel far confluire tutti i suoi discorsi sull’estrema precarietà in cui si trovavano.
Senza soldi e senza una casa dove andare? Tutte quelle elemosine fatte ai poveri dal fratello sacerdote gli apparivano adesso più che mai esagerate e inopportune. “Un prete, lo ammoniva spesso anche nel passato, deve pensare alla sua vecchiaia, non può destinare ai poveri tutti i soldi del suo magro bilancio”. La risposta spontanea e perentoria del fratello sacerdote si concludeva sempre con una fiducia incondizionata nella Provvidenza, che avrebbe saputo risolvere al meglio, diceva, ogni problema. Così, ogni sabato dopo la Messa, in sagrestia si ripeteva la consueta scena del gruppetto di poveri che si presentava per ricevere l’obolo. Quando qualcuno mancava, specie nelle rigide giornate invernali, il vecchio sacerdote, avvolto nel suo scialle, andava a trovarlo a casa per non fargli mancare la sua solidarietà e per sincerarsi del suo stato di salute.
A Siddi non c’era famiglia in difficoltà che non ricevesse una sua visita o un piccolo segno riconducibile al suo spiccato senso di carità. Ma in quell’agosto del 1966 la sua estrema povertà si manifestò agli occhi di tutti. La gente rimase incredula nell’apprendere che Nonnu Vicariu, come veniva chiamato affettuosamente, non avesse un posto dove andare perché non si era mai preoccupato di riservare qualche risparmio per costruirsi una casa dove poter trascorrere serenamente gli ultimi anni della vita. Era vero: lo facevano tanti suoi confratelli, ma non era nella sua natura, aggiungeva. E poi, in che modo avrebbe potuto aiutare i suoi poveri che non avevano il necessario neanche per vivere? Al momento opportuno anche per lui ci avrebbe pensato la Provvidenza, ripeteva ogni volta che si affrontava questo argomento.
la domenica di quell’afoso 28 agosto, giorno del suo onomastico, subito dopo la prima messa, in sagrestia si presentarono da lui i coniugi Luigi Cruccas e Viola Masala. Da tempo, ormai, si erano trasferiti a Cagliari nel quartiere La Palma e la loro dimora di Siddi era rimasta vuota. Volendo, gli dissero, vi si sarebbe potuto trasferire con il fratello Egidio e la perpetua. Loro non volevano niente in cambio, anzi, lo ritenevano un onore se avesse accettato questa proposta.
Il vecchio sacerdote lesse questa offerta come quel segno della Provvidenza in cui aveva sempre confidato. Ringraziò i due coniugi e disse loro che ne avrebbe parlato in famiglia, a condizione, aggiunse, di consentirgli di pagare almeno una piccola pigione. Fu così che dopo il breve simposio famigliare, il canonico Sanna, raccolte in una vecchia valigia le poche cose che componevano il suo corredo, insieme all’anziano fratello e alla perpetua Vincenza si rifugiò nella casa messagli a disposizione dai suoi parrocchiani.
Volò in cielo come in punta di piedi, senza clamori, in povertà così come era vissuto, nel silenzio e nel nascondimento. Era la sera del 25 febbraio 1972.

La biografia

Figlio di Angelo e Peppa Rita Garau, il canonico Agostino Sanna era nato a Gonnosnò il 15 maggio 1883.Fu battezzato il 16 dello stesso mese ed anno e fu cresimato a Masullas, durante la visita pastorale del 1897 fatta dal vescovo Palmerio Garau Onida (1894-1906). Indossò l’abito talare il giorno 8 dicembre 1904, mentre la sacra Tonsura gli fu conferita il 17 dicembre 1904. Gli ordini minori li ricevette a febbraio e marzo 1908 e il Suddiaconato il 14 marzo 1908 a Cagliari. Nella cappella del seminario tridentino di Ales il 4 aprile 1908 ricevette il Diaconato. Fu ordinato Presbitero il 18 aprile 1908 a Cagliari da Mons. Pietro Balestra, dei Frati Minori Conventuali, Arcivescovo di Cagliari e Amministratore Apostolico della Diocesi di Ales, rimasta vacante dal 1906 al 1911. Dal maggio 1905 fu insegnante di matematica presso il seminario tridentino di Ales e dal 1° agosto 1908 economo e direttore spirituale nello stesso seminario. Dopo questa esperienza di insegnante, per 13 anni fece il viceparroco: a Tuili (1° gennaio 1910), a Uras (1° gennaio 1912) e a Terralba (1° ottobre 1916). Dal 1° luglio 1923 fu parroco di Sini e il 1° ottobre 1934 fu nominato parroco di Siddi, dove fece il primo ingresso il 13 novembre successivo.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 4, pag. 18.

Arcangelo Cau