Mons. Giuseppe Pittau, missionario con Villacidro nel cuore

Un’aula consiliare gremita di persone, parole toccanti, commozione, ricordi e tanti applausi. La comunità di Villacidro porta nel cuore Padre Giuseppe Pittau, gesuita di fama internazionale, scomparso tre anni fa a Tokyo, e lo ha dimostrato nella giornata del conferimento della cittadinanza benemerita da parte del Comune di Villacidro.
Nel paese dove ha trascorso anni importanti della sua vita, sentendo nascere la sua vocazione al sacerdozio, le sue opere e i suoi messaggi di pace continuano a guidare i passi di tanti concittadini. Per ricordare il suo cammino e i suoi preziosi insegnamenti, il Consiglio comunale gli ha conferito la cittadinanza benemerita consegnandola nelle mani del fratello Efisio.
A rendergli omaggio, il 28 dicembre scorso, tante persone che hanno avuto il privilegio di conoscerlo, tanti amici e anche chi, pur non avendolo mai visto, ha sentito sempre parlare delle sue azioni. Presente anche tutta la famiglia, unita come sempre: i fratelli don Angelo, Efisio e Gianni e i tredici nipoti. Lo ricordano con affetto i nipoti che raccontano: “Aveva un forte senso della famiglia e delle sue origini, teneva tantissimo a noi nipoti e a tutta la parentela fino ai cugini di 2° grado. Memorabile fu un raduno a S’ Acqua Cotta con tutti i cugini in primo grado e le loro famiglie in occasione della tosatura delle pecore. Eravamo circa 200 con tutti i Pittau, i Pibiri e i Collu”.
Impossibile non commuoversi in sala quando a sorpresa è stato presentato il canto eseguito dal Padre Pittau del “Deus ti salvet Maria” e registrato pochi mesi prima della sua morte, mentre ancora dedicava il suo tempo al prossimo. Premessa toccante alla cerimonia ufficiale introdotto dalla sindaca Marta Cabriolu con la fascia tricolore: “Per il prestigio conseguito in Italia e all’estero attraverso gli studi e l’insegnamento, ha detto la sindaca all’atto del conferimento della cittadinanza. Per il suo lungo cammino che dalla natia Villacidro lo ha portato a Roma, Barcellona, Tokyo, Harvard, Cambridge, Roma e infine nuovamente in Giappone. Prete, studioso, professore, missionario, Vescovo: tappe di un servizio alla “Compagnia di Gesù”, alla Chiesa, al mondo, sempre nella consapevolezza di essere solo un semplice discepolo di Cristo, conferiamo a sua eccellenza reverendissima Monsignor Padre Pittau la cittadinanza benemerita”.
Tante parole di elogio sono state spese in suo ricordo, tra gli altri, dal vescovo di Ales – Terralba padre Roberto Carboni che ha definito Padre Pittau “Un uomo aperto alla cultura che ha vissuto in diversi paesi del mondo servendo la chiesa e l’umanità”.

Nel pomeriggio, l’Associazione Piccoli Progetti Possibili Onlus di Guspini con il Centro Culturale di Alta Formazione di Villacidro hanno presentato, inoltre, i vincitori del Premio di laurea Padre Pittau, scelti dall’apposita Giuria: Resmie Haliti (università di Perugia), Riccardo Ronchetti (università di Bologna), Nicola Ghedin e Sara Martin (università di Trieste) e Chiara Sabbatini (università di Macerata). “Il premio tiene viva la memoria di Padre Pittau, ha commentato il vescovo Padre Carboni. Un uomo che ha lanciato dei ponti in un tempo in cui si costruiscono muri”.
Sono tanti gli applausi riservati in sala consiliare ai giovani premiati in suo onore, autori di tesi di grande spessore che trattano temi delicati quali la violenza sulle donne in Kossovo e il processo di pace in Afghanistan. “I giovani che erano così importanti per Padre Pittau ci hanno convinto a dare vita al progetto del premio in suo onore. Un premio per i giovani laureati che si impegnano per costruire il futuro della nostra società”, ha detto don Angelo Pittau. “Con il premio intendiamo ricordare il lavoro di Padre Giuseppe ma anche perpetuarne la memoria attraverso i giovani”. Poi un attestato in segno di riconoscenza è stato consegnato alla Fondazione Dessì: “Per quanto fatto per promuovere Villacidro nel mondo“, ha specificato don Angelo. Un riconoscimento che vuole ricordare l’amore che Mons. Giuseppe Pittau aveva per il suo paese natio“.

Stefania Pusceddu