“La Cattedrale di Ales, Itinerario storico artistico”

Uno studio per riscoprire le radici della Chiesa diocesana

La presentazione del volume di don Petronio Floris, “La Cattedrale di Ales, Itinerario storico artistico”, giovedì 14 marzo, si è svolta alla presenza di un pubblico numeroso fra le mura della suggestiva Cattedrale di Ales. La serata, coordinata dalla responsabile del Museo Diocesano Anna Orrù, si è aperta con i saluti del sindaco di Ales Francesco Mereu e del vice-sindaco di Usellus Lucio Melis. Subito dopo sono risuonate le suggestive note musicali dell’antico organo settecentesco, fra i pochi esistenti in Italia, magistralmente eseguite dal musicista Fabio Frigato. Intervallate dai brani musicali di Gerolamo Frescobaldi (Ferrara, 1583-1643), sono seguite le relazioni del vescovo Roberto Carboni e della storica dell’arte Lucia Siddi.

Il vescovo, con elegante semplicità, ha chiarito il significato del nome “Cattedrale”, non solo centro simbolico (o semplice monumento) della Chiesa diocesana, ma anche simbolo per i non credenti, di un lungo cammino di cultura, storia e arte. Luogo, appunto, di incontro con Dio e di cammino comunitario. Infatti il libro di don Petronio vuole restituirci, secondo il vescovo Carboni, la contemplazione di tanta bellezza e ricordarci che essa non è fine a se stessa, ma tutta converge per parlarci di un luogo speciale, un centro spirituale.

La storica dell’arte, Lucia Siddi, ha illustrato la storia della Cattedrale di Ales in maniera affascinante e coinvolgente, come un racconto avventuroso fatto di conquiste ottenute dopo dolorose delusioni e duri sacrifici.

Dopo l’unione delle Diocesi di Usellus e Terralba in Ales nel 1503, veniva nominato vescovo Giovanni Sanna (1506-15) che provvide “al rinnovamento architettonico dell’antica cattedrale di San Pietro, trovando il sostegno economico e decisivo della feudataria di Quirra Donna Violante Carroz che aveva la sua sede nel vicino castello di Barumele. Purtroppo, in seguito alla costruzione del campanile iniziata nel 1648, si verificò il suo crollo nel 1683 “per l’altezza esagerata a causa di fondamenta non solida, complice una notte tempestosa”.

Il crollo, secondo il racconto di mons. Severino Tomasi, storico della diocesi, coinvolgeva la stessa Cattedrale distruggendola quasi completamente e provocando la morte di due giovanette. In seguito il vescovo Didaco Cugia firmava una convenzione con l’architetto Domenico Spotorno “per la fabbrica della Chiesa, portico, torri, sacristia e antisacristia”. Purtroppo lo Spotorno non riusciva a portare a termine il nuovo progetto perché moriva a 60 anni nel 1684, a causa della malaria e veniva sepolto nella cappella del Carmine.

I lavori si conclusero tre anni dopo, nel 1687. I marmisti Giuseppe Massetti e Pietro Pozzo completarono l’altare maggiore su disegno dello stesso Spotorno. Il volume, articolato e vario, si compone di dieci capitoli che offrono al lettore un panorama esauriente e ricco di spunti e curiosità legati agli aspetti storici, pittorici, architettonici e culturali della Cattedrale di Ales. Nel terzo capitolo l’autore si sofferma sulle Parrocchiali di Zeppara e Curcuris, legate da “un filo invisibile alle due comunità, attraverso i parroci, collaboratori preziosi del vescovo, nella fede semplice del popolo e nella devozione ai Santi, come San Sebastiano martire, che hanno difeso le comunità dai pericoli e proposto un ideale di vita”.

Seguono poi i capitoli IV, V, VI, VII e VIII dedicati alla visita guidata alla Cattedrale, al presbiterio e all’altare maggiore, alle Sacrestie e all’aula del Capitolo, alle tre cappelle della Madonna del Carmelo, di Sant’Antonio di Padova e del Santissimo. Infine gli ultimi tre capitoli riguardano, l’ottavo e il nono l’interessante Museo, l’Archivio diocesano e l’elenco dei dieci Parroci della Cattedrale a partire dal 1837, il decimo documenta gli ultimi sei Vescovi del dopoguerra.

A conclusione della serata l’autore, don Petronio Floris, ha specificato le motivazioni che stanno alla base di questa monografia: “La volontà di guidare il lettore a riscoprire le radici storico-spirituali della nostra diocesi; la volontà di fare memoria dei vescovi, che dal 26 novembre 1503 hanno guidato le diocesi unite di Usellus- Ales e Terralba, ringraziandoli per avere lasciato un’eredità preziosa di religiosità, di cultura e di opere sociali. Oltre all’inestimabile patrimonio storico-artistico del Museo Diocesano d’arte sacra gli aleresi potranno riassaporare in queste pagine la bellezza e il significato spirituale delle opere della Cattedrale…Duomo che custodisce tra l’altro l’atto di Battesimo di due cittadini illustri, il politico Antonio Sebastiano Francesco Gramsci (22 o 23 gennaio 1891) e il pluricampione di pugilato Rinaldo Atzori, noto Fernando (30 maggio 1942)”.

Con questo ricco e articolato volume dedicato alla Cattedrale di Ales don Petronio aggiunge un altro importante tassello alla sua attività di autore impegnato a documentare e descrivere le problematiche sociali, storiche e religiose del nostro territorio.