Giovanni Leoni e Luigino Steri, eroi della Marina Militare

Il libro racconta vicende avvenute durante la Seconda Guerra Mondiale, trovate in un diario di guerra

Renzo Steri, classe 1936, nato a Uras da una famiglia di contadini, ha intrapreso la sua carriera nella Marina Militare col grado di Sottufficiale. Una volta congedato si è dedicato con passione alla ricerca storica, e particolarmente alla “storia della cultura militare e di tutti i soldati suoi compaesani uresi che hanno preso parte alle guerre del ventesimo secolo”, come lui stesso tiene a precisare. Quella sua ricerca, ampia e ben documentata, è stata pubblicata in collaborazione con l’autore Vincenzo Pisanu, dedicata qualche anno fa a “Is Lillus e is mellus froris de Uras”.

Ora Renzo Steri ha voluto onorare il ricordo di due belle figure uresi, i marinai Giovanni Leoni e Luigino Steri, pubblicando il “Diario di guerra” del fratello Luigino e i due racconti del Leoni intitolati “Ultima missione del cacciatorpediniere Maestrale” e “Da Merano a Taranto in cinquantadue giorni di triste avventura”. In tal modo Renzo Steri ha voluto salvare “la memoria e la storia dei due marinai uresi che hanno preso parte alle più importanti battaglie navali, svoltesi nel Mediterraneo, durante la seconda guerra mondiale”.

Il Sottocapo artificiere Leoni, nato a Uras nel 1921 e deceduto a Oristano nel 2012, era figlio del carpentiere Vincenzo e di Vincenza Corda, originari ambedue di Furtei. Si arruolò in Marina a 17 anni e, pochi anni dopo, con l’entrata in guerra dell’Italia “fu imbarcato sul cacciatorpediniere Maestrale che operava nel canale di Sicilia, lungo la “Rotta della morte”, fra Trapani-Biserta e Palermo- Tunisi, posando mine, eseguendo scorta ai convogli, trasporto di truppe e di materiali per l’Africa orientale. Il 9 gennaio 1943 il Maestrale veniva colpito da una mina inglese, i marinai si salvarono ed ebbero un solo ferito: proprio il Sottocapo Leoni.

Alla fine della guerra Leoni ottenne, dopo una brillante carriera, la promozione al grado di Capitano di Corvetta. Il fratello di Renzo, Luigino Steri, anche lui della classe 1921, fu destinato a Taranto sull’incrociatore Giuseppe Garibaldi, partecipando alle più importanti battaglie contro gli inglesi. Dopo la guerra riprese il suo lavoro alla laveria della miniera di Carbonia; con la chiusura delle miniere nei primi anni ‘50, Luigino emigrò in Francia con la famiglia. Morì a soli 41 anni nel 1963 “in seguito a una caduta dal silos in costruzione, lasciando la moglie e i suoi cinque figli in tenera età”.

Dopo la sua morte il fratello Renzo, nella casa dei genitori, nel solaio che fungeva da granaio, trovò il suo zainetto con una pistola e il suo diario di guerra, un prezioso ricordo per la famiglia, che oggi può essere letto come semplice e genuina memoria di “un tempo difficile e drammatico della nostra storia”.