Comunità di Siddi, miniera di documenti antichi

Presto in libreria l’ultima fatica letteraria del Preside in pensione, Arcangelo Cau, che racconta il ruolo centrale della Chiesa nella vita della cittadina della Marmilla. Ricordata anche la figura del Vicario Agostino Sanna, parroco per 32 anni

Presto in libreria la Storia di Siddi dal 1652 al 2017 di Arcangelo Cau, edito da LITHOSgrafiche e Arti Grafiche di Luigi Pilo.
Dopo un’intera vita vissuta nella scuola, prima come docente di Italiano e Storia e poi come Preside, il prof. Arcangelo Cau (nella foto) ora si presenta anche in veste di ricercatore di storia locale.
Considerando il ruolo svolto dall’autore come insegnante e Dirigente scolastico, non si può fare a meno di ricordare il grande dibattito sviluppatosi sul tema della storia minima, rivalutata dagli studiosi come storia della propria identità, della propria diversità e delle proprie connotazioni e radici culturali. Recuperare il proprio passato attraverso l’indagine storica significa dare un senso al proprio presente. Emerge così l’importanza della storia come scienza sociale, che si collega alla geografia, all’antropologia, alla sociologia, all’economia, alla demografia. In un recente convegno di studio, tenutosi a Oristano, il Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, Mons. Arrigo Miglio, ha ricordato il lavoro prezioso degli Archivi storici diocesani, facendo riferimento alla stessa Bibbia: vera miniera di documenti antichi appartenenti a tutta la comunità cristiana. Secondo gli ultimi dati, gli Archivi ecclesiastici sono ben centomila. Essi rappresentano quindi una realtà unica nel territorio, memoria della Chiesa e nello stesso tempo memoria del territorio. Nell’opera monografica di Arcangelo Cau, dedicata alla Storia di Siddi dal 1652 al 2017, possiamo scoprire il ruolo centrale della Chiesa nella vita della comunità.

A partire dal I al V capitolo, attraverso la documentazione dei Quinque Libri, della Confraternita del SS. Rosario, delle Chiese e dei loro Procuratori, l’autore ci offre un quadro storico molto significativo di Siddi e della sua comunità. Già dalle prime pagine la presentazione dei registri parrocchiali appare scrupolosa e particolareggiata.
Molto interessanti le considerazioni e le riflessioni sull’atteggiamento della Chiesa prima e dopo il Concilio di Trento. Presentando il contesto storico riguardante il periodo compreso tra la fine del ‘600 e la prima metà del ‘700, il prof. Cau si sofferma ampiamente sulle gravi conseguenze della carestia del 1729, che aveva desertificato i terreni e cancellato i raccolti.
Da segnalare anche il capitolo che presenta la commovente riflessione sulla figura del Vicario Agostino Sanna (parroco di Siddi dal 1934 al 1966), rievocata con amore filiale dal sacerdote Lorenzo Tuveri che lo sostituì come parroco nel 1966. Il ricordo del vecchio Vicario Agostino Sanna ci appare avvolto da un alone di santità che emana un intenso profumo di virtù che va oltre l’umana esistenza. Infine, da segnalare l’undicesimo capitolo dedicato ai sagrestani di Siddi. Attraverso le loro biografie l’autore ripercorre non solo l’origine delle proprie radici ma raccoglie, a piene mani, una notevole mole di dati e notizie riguardanti soprattutto gli aspetti socio-economici della comunità siddese nell’arco di oltre tre secoli di storia.
Con questo lavoro di ricerca sul villaggio di Siddi, Arcangelo Cau offre un contributo fondamentale per una più profonda comprensione della sua storia, avviando così la riscoperta dei valori e delle tradizioni legati ad una antica solidarietà tipica dei nostri villaggi, che ci permetterà di salvaguardare gli aspetti positivi del nostro passato e di comprendere meglio il nostro presente.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 17, pag. 19.

Francesco Sonis