Tecniche di progettazione e valutazione per competenze

Concluso a Sassari il Convegno regionale per Insegnanti di Religione Cattolica

Si è tenuto a Sassari, dal 27 al 29 settembre un corso di aggiornamento per insegnanti di religione cattolica di ogni ordine e grado dal titolo “Come progettare e valutare per competenze”.  L’incontro può essere definito abituale poiché, già da almeno un decennio, si organizzano degli incontri formativi per i docenti di religione, denominati formatori, che rappresentano la propria diocesi e che dovranno poi far ricadere sulla formazione dell’intero corpo docente diocesano quanto vissuto a livello regionale.

Ogni diocesi era rappresentata da quattro insegnanti appartenenti, quando possibile, ai quattro ordini scolastici; per la diocesi di Ales-Terralba hanno partecipato le insegnanti Barbara Floris e Muscas Loredana, per la scuola primaria; Canargiu Giovanni per la secondaria di primo grado e Pinna Barbara Adalgisa per la secondaria di secondo grado.

Promotore e coordinatore del corso è stata la Diocesi di Lanusei che attraverso il vescovo Mons. Antonello Mura e la responsabile regionale per gli insegnanti di religione, la prof.ssa Miria Ibba, ha organizzato e gestito sia la parte burocratica, come i contatti con il Miur che ha autorizzato e sovvenzionato il progetto, e l’ufficio scolastico regionale, attraverso la presenza dell’ispettore dott. Walter Campana, che ha controllato che tutto procedesse secondo le indicazioni ministeriali; sia la parte logistica, identificando sia la sede del corso che la parte progettuale con la scelta del tema e del relatore. Mons. Gian Franco Saba ha tenuto la prima lectio ponendo in relazione il rapporto tra Gesù e il cieco e l’accompagnamento e la cura che devono essere propri di ogni insegnante ma soprattutto dell’Insegnante di religione cattolica.

Nelle giornate successive è stato mons. Antonello Mura a fare entrare i corsisti nel giusto clima con due lectio sul libro della Sapienza, traendo numerosi spunti da utilizzare per promuovere e formare nuove generazioni che siano educate ad un uso consapevole di quanto gli viene proposto dal mondo, ad allontanarsi dalle false verità o dall’uso distorto della realtà. Ricorda ancora mons. Mura che bisogna educare a vivere come cittadini liberi. Nell’Irc si può e si deve trovare lo spazio per formare ad un uso corretto del mezzo informatico, la notizia corre nel web, occorre essere al passo con i ragazzi per non lasciarli camminare da soli.

Durante la prima mattinata sono state ascoltate le esperienze professionali da parte di tre docenti, ha fatto da moderatore il giornalista dott. Gianni Garrucciu, anche lui insegnante di religione quando era appena ventenne. Il suo intervento è stato non da semplice coordinatore, ma è stato arricchito da racconti, aneddoti della sua indimenticabile esperienza di docente di religione.

Nei due giorni successivi i lavori sono stati coordinati dal relatore Prof. Andrea Porcarelli, professore associato in Pedagogia generale e sociale, all’Università di Padova; anche lui ex-docente di religione. Gli insegnanti sono stati introdotti, attraverso la proiezione di slides e di interventi chiarificatori del docente, che oggi deve esprimersi attraverso il valore di COMPETENZA.

Spesso si parla di una didattica per competenze, che però non deve essere qualcosa che rimane scritto in documenti ministeriali o in piani di lavoro che poi non vengono attuati. Soprattutto l’insegnante di religione deve pensare sia a una competenza disciplinare, che mira ai contenuti della materia, ma anche e soprattutto a promuovere e far sviluppare negli studenti e nelle studentesse le competenze personali che possono essere espresse in ciò che viene definito “compito in situazione”.

I docenti, suddivisi in quattro sottogruppi, hanno poi svolto un compito in situazione attraverso la compilazione di una griglia di lavoro fornita da prof. Andrea Porcarelli, è stato un momento estremamente arricchente perché ha consentito ai docenti di religione, che vivono esperienze scolastiche differenti, di condividere situazioni di vita reale e di confrontarsi sia da un punto di vista umano che professionale.

Si sono conseguiti diversi obiettivi: la validità della tematica trattata, la capacità organizzativa di mons. Antonello Mura e della prof.ssa Ibba; è stata posta in evidenza l’accoglienza eccellente della diocesi di Sassari, dell’arcivescovo mons. Gian Franco Saba, del direttore dell’Ufficio scuola diocesano, omonimo del vescovo di Lanusei, prof. Antonello Mura e di tutti i docenti di religione che si sono resi disponibili ad accompagnare e creare momenti di alta formazione ma anche di genuina convivialità. Al prossimo anno, “in quel del sud Sardegna”!

Barbara Adalgisa Pinna