Sardegna, esperta in solidarietà

Udienza particolare del Papa ai volontari di “Sardegna Solidale” per i vent’anni di attività al servizio dei poveri e della popolazione isolana

Cronaca di un’Udienza particolare a 600 volontari in rappresentanza di 1725 associazioni

Ho partecipato con entusiasmo al viaggio e all’udienza speciale del Papa per i volontari di “Sardegna Solidale”. Un viaggio che sembrava faticoso è diventato un momento speciale di incontro, conoscenza reciproca e di riflessione sulla presenza di preziose risorse umane impegnate nella costruzione di una società a misura d’uomo. Al porto di Olbia si sono riuniti più di 600 volontari, venuti da tutta la Sardegna per dare testimonianza, davanti a Papa Francesco, della loro scelta di mettersi a servizio per alleviare le fragilità di cui la nostra società è portatrice. Rappresentavano 1725 associazioni con 45 mila volontari attivi nel territorio ed altri 80 mila impegnati occasionalmente. Una macchina organizzativa eccezionale, frutto di un ventennale impegno del CSV (Centro di Servizio per il Volontariato) Sardegna Solidale per attuare e diffondere la cultura della solidarietà e dell’inclusione, attraverso attività di promozione, formazione e comunicazione.

I volontari sono stati accompagnati da don Angelo Pittau, presidente del Comitato promotore di “Sardegna Solidale”, dal Presidente di Sardegna Solidale Giampiero Farru, dal presidente del Co.Ge. Sardegna Bruno Loviselli. A loro si sono uniti, accettando l’invito del CSV, il presidente della Conferenza Episcopale Sarda mons. Arrigo Miglio, il vescovo di Oristano mons. Ignazio Sanna, il presidente della regione Sarda Francesco Pigliaru. Meravigliosa la sala Paolo VI, festoso, ma raccolto e commosso il clima che ha accolto l’arrivo del Papa.

Il presidente Giampiero Farru ha ringraziato per l’accoglienza, di importanza storica. Parla delle difficoltà e delle fatiche del lavoro dei volontari che spesso operano nella solitudine e nel disconoscimento, e delle fragilità che si vivono in terra di Sardegna, una terra ricca di bellezze naturali, ma piagata dalla disoccupazione che colpisce in particolar modo i giovani. Molti di questi abbandonano percorsi scolastici e formativi, molti “decidono di emigrare per cercare speranza e futuro”. I volontari da vent’anni si sono associati per combattere la cultura dello scarto e con questo incontro hanno voluto festeggiare il ventennale, ricordando anche diversi maestri ispiratori, fra cui sono stati citati i nostri Don Angelo Pittau e Padre Salvatore Morittu.

Farru si è soffermato poi sulle difficoltà che in questo momento vive l’associazione decisa a salvare i valori dello spirito di servizio e della gratuità come fondanti del nostro volontariato, valori sui quali non di rado prevalgono logiche di potere. È stata evidenziata anche la collaborazione con persone di fede diversa con cui si può condividere “la comune passione per l’umanità e per la persona, centro del nostro agire comune”. Con l’omaggio di un bronzetto nuragico il riconoscimento al Papa come nostra guida e ispiratore.

Il Papa risponde ringraziando il volontariato sardo cui esprime il suo compiacimento per la testimonianza di impegno rivolto alle fasce più deboli della popolazione e per la Sardegna “terra ricca di tesori naturali e di arte”, eppur segnata dalla povertà. Nonostante le difficoltà i Sardi – rileva il Pontefice – sono capaci di attenzione al mondo e ai paesi più poveri e di accogliere chi è arrivato in cerca di pace e di lavoro. Ha parole di incoraggiamento per “Sardegna Solidale”, le cui radici sono nel messaggio evangelico. I volontari sono incoraggiati a proseguire collaborando con le istituzioni del territorio, comuni e parrocchie, svolgendo non una semplice opera di supplenza, ma contribuendo a dare un volto umano e cristiano alla società. Il Papa conclude con la benedizione., poi si avvicina alle autorità e ai rappresentanti dell’associazione, quindi alla folla. L’udienza ci conclude con un improvvisato canto di “Deus ti salvet Maria”.

Da “Nuovo Cammino” complimenti sinceri a “Sardegna Solidale”, per l’opera svolta nei primi 20 anni di vita e un forte augurio per il futuro.

Caterina Saba