Preti sardi col fascino del Vangelo

P. Tarcisio Mascia: “Oggi, non meno di ieri, la gente desidera preti di alto profilo, che siano prima di tutto uomini di Dio e lo seguano mettendo in pratica il Vangelo con coraggio, fedeltà e gioia”

Molti hanno scritto di recente sulle pagine di “Nuovo Cammino” intorno al tema vocazionale, sottolineando i tanti aspetti della grave crisi che attraversa la Chiesa sarda e più in generale la Chiesa italiana e le Chiese occidentali. Ma a noi interessa da vicino la nostra Chiesa sarda. Mario Girau, nel suo articolo “La medicina contro la crisi di vocazioni” fornisce i dati statistici ed impietosi della crisi, che tocca indistintamente tutte le dieci diocesi sarde.

Dal quadro numerico si riesce più facilmente a capire la gravità della crisi più che la “medicina” per curarla: ci si può chiedere, come gli esperti hanno scritto nei loro interventi, se bastano le campagne promozionali, se bastano le speciali strategie messe a punto qua e là o magari le preghiere, che pure sono necessarie perché la Chiesa ottenga dal suo Signore la grazia del risveglio vocazionale. Giusto anche privilegiare la qualità del discernimento vocazionale piuttosto che il numero, come dice don Nico Massa, “meglio poche vocazioni ma motivate bene che molte nell’ambiguità”.

Molto opportuni anche i rilievi fatti dal vescovo, P. Roberto Carboni, durante l’omelia nel Seminario Regionale, il 21 giugno scorso, in occasione della memoria liturgica di San Luigi Gonzaga: Dio chiama a ogni ora e attende una risposta pronta e generosa da parte di quanti vogliano seguirlo. A mio avviso, quando si parla di crisi di vocazioni, bisogna tener conto di una costante sottesa ad ogni analisi: la crisi della natalità ovvero il decremento demografico in Italia, e in particolare in Sardegna. Secondo i dati dell’Istat, le nuove nascite in Italia (anno 2018) non arrivano a 500 mila unità. E la Sardegna, già dal 2017, è maglia nera per il numero delle nascite (6 nuovi nati ogni 1000 abitanti).

Mancando la “materia prima” (le nascite), è inevitabile anche il calo delle “vocazioni”. Pertanto per invertire la tendenza, bisogna quantomeno che cambi l’atteggiamento della società davanti al tema della “vita”. Più ancora influiscono negativamente, da qualche decennio, a livello nazionale e internazionale, gli scandali del clero, che i social network hanno pubblicizzato a livello mondiale e che hanno offuscato forse irrimediabilmente l’immagine del prete.

Il prete deve attirare i giovani con l’esempio della sua vita santa, perché è chiamato a farsi, in forza del suo ruolo, maestro e guida alla santità. Grazie a Dio ci sono ancora dei preti santi, ma non sono protagonisti delle cronache, e per questo, non facendo chiasso, sembra che tutto vada a rotoli, come si dice. Oggi, non meno di ieri, la gente desidera preti di alto profilo, che siano prima di tutto uomini di Dio e lo seguano mettendo in pratica il Vangelo con coraggio, fedeltà e gioia. Anche la Chiesa sarda, a mio avviso, ha bisogno di preti così.

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P. Tarcisio Mascia