Papa Francesco in Irlanda. Centralità della famiglia e perdono

Sullo sfondo dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia il Pontefice richiama i segreti della convivenza matrimoniale

La centralità della famiglia per la Chiesa e per la società, perché le famiglie “generano pace, insegnano l’amore, l’accoglienza, il perdono, i migliori antidoti contro l’odio, il pregiudizio e la vendetta che avvelenano la vita di persone e di comunità”. E la richiesta di perdono per gli “abusi su minori da parte di membri della Chiesa incaricati di proteggerli ed educarli”, che delinea un “fallimento delle autorità ecclesiastiche – vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri – nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica”. Sono i due temi che hanno caratterizzato la visita di Papa Francesco in Irlanda (25- 26 agosto), il 24° viaggio apostolico per un totale di 36 Paesi visitati per l’Incontro mondiale delle famiglie, che si è tenuto a Dublino dal 22 al 26 agosto, dal titolo “Il Vangelo della famiglia: gioia per il mondo” sullo sfondo dell’esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia.

Non esiste una famiglia perfetta; senza l’abitudine al perdono, la famiglia cresce malata e gradualmente crolla”, dice il Papa alle migliaia di famiglie. Il perdono, infatti, “è un dono speciale di Dio che guarisce le nostre ferite e ci avvicina agli altri e a lui. Piccoli e semplici gesti di perdono, rinnovati ogni giorno, sono il fondamento sul quale si costruisce una solida vita familiare cristiana. Ci obbligano a superare l’orgoglio, il distacco e l’imbarazzo e a fare pace”. Poi Francesco richiama le tre parole che bisogna imparare in famiglia “scusa”, “per favore” e “grazie”, ribadendo che “i figli imparano a perdonare quando vedono che i genitori si perdonano tra loro”. Nella Messa conclusiva a Dublino, davanti a 300mila fedeli, il Papa ricorda che “il compito di dare testimonianza alla Buona Notizia non è facile”: “Naturalmente, ci saranno sempre persone che si opporranno alla Buona Notizia, che ‘mormoreranno’ contro le sue ‘parole dure…Non lasciamoci mai influenzare o scoraggiare dallo sguardo gelido dell’indifferenza o dai venti burrascosi dell’ostilità”.

Francesco definisce con chiarezza i tratti penitenziali della visita: “Considerando la realtà dei più vulnerabili – dice alle autorità, ai rappresentanti della società civile e ai membri del corpo diplomatico -, non posso che riconoscere il grave scandalo causato in Irlanda dagli abusi su minori da parte di membri della Chiesa incaricati di proteggerli ed educarli”.  “Il fallimento delle autorità ecclesiastiche – vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri – nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica”. Io stesso condivido questi sentimenti”. Quindi il Papa richiama la Lettera al Popolo di Dio, nella quale “ho ribadito l’impegno, anzi, un maggiore impegno, per eliminare questo flagello nella Chiesa; a qualsiasi costo, morale, e di sofferenza”.

Dopo aver incontrato riservatamente per un’ora e mezza otto sopravvissuti irlandesi agli abusi, Francesco avverte che “questa piaga aperta ci sfida ad essere fermi e decisi nella ricerca della verità e della giustizia” e poco dopo, nell’atto penitenziale che introduce la messa, aggiunge: “Chiediamo perdono per gli abusi in Irlanda, abusi di potere e di coscienza, abusi sessuali da parte di membri qualificati della Chiesa. In modo speciale chiediamo perdono per tutti gli abusi commessi in diversi tipi di istituzioni dirette da religiosi e da religiose e da altri membri della Chiesa. E chiediamo perdono per i casi di sfruttamento lavorativo a cui sono stati sottoposti tanti minori… Chiediamo perdono per alcuni membri della gerarchia che non si sono fatti carico di queste situazioni dolorose e che sono rimasti in silenzio… Chiediamo perdono. Il Signore mantenga e faccia crescere questo stato di vergogna e di pentimento, e ci dia la forza per impegnarci affinché mai più accadano queste cose e perché si faccia giustizia”.

Infine, con i vescovi irlandesi nel Convento delle Suore Domenicane, tira le somme della visita: “In Irlanda, come altrove, l’onestà e l’integrità con cui la Chiesa decide di affrontare questo capitolo doloroso della sua storia può offrire un esempio e un richiamo all’intera società”.

Riccardo Benotti