Mons. G.F. Saba Arcivescovo

Prima intervista al nuovo Presule turritano esperto di pastorale sociale e studioso di Patristica

È il 48° Pastore nella storia delle diocesi di Sassari, Sorres e Ploaghe. La notizia della nomina data in conteporanea a Roma e in Sardegna

Don Gianfranco Saba, del clero della diocesi di Tempio Ampurias, è il 48.mo arcivescovo della storia delle diocesi unificate di Sassari, Sorres e Ploaghe. È stato nominato il 27 giugno scorso dal Papa. La notizia è stata data contemporaneamente nelle cattedrali di Sassari e Tempio e nella sala stampa vaticana. Monsignor Gian Franco Saba ha concesso ai settimanali diocesani l’intervista che si riporta integralmente.

Sul filo della memoria, da quand’era bambino fino ad oggi, quale immagine della Chiesa l’ha affascinata di più, e custodisce gelosamente?
Quando ero bambino andavo spesso a Sassari con i miei genitori. Una delle mete più ricorrenti era la preghiera presso la tomba del Servo di Dio Padre Manzella. Una mia zia lavorava dalle suore come sarta, quindi ho il ricordo di una Chiesa gioiosa e vivace. Inoltre in occasione della visita di san Giovanni Paolo II a Sassari per la prima volta ho potuto servire la Santa Messa al Papa. Ricordi indelebili. Da bambino ho frequentato la parrocchia di San Simplicio ad Olbia ed anche Buddusò, il paese di origine dei miei genitori. Si sentiva una freschezza spirituale, un entusiasmo apostolico, che successivamente ho compreso come fosse il frutto della gioia spirituale che animava sacerdoti e laici.
Tante esperienze ministeriali in 24 anni di sacerdozio; come le appare la Chiesa, oggi, vista dal di dentro?
Guardo alla Chiesa con amore e gratitudine. Vivo la gioia della fede e del ministero. Sono persuaso che come Chiesa tutti dobbiamo intraprendere un cammino di conversione. Talvolta nella Chiesa «abbiamo difficoltà a festeggiare » perché non radicati in Cristo. Mi piace il pensiero di Papa Francesco: peccatori sì e chiediamo perdono, corrotti no. Quando si esclude Dio anche la Chiesa corre tutti i rischi delle umane organizzazioni in ordine alle relazioni ed alla custodia del creato.
Come ha accolto la notizia che Papa Francesco stava pensando proprio a lei come Pastore della Chiesa Turritana?
La notizia mi è giunta attraverso le vie ufficiali che sono previste dalla Chiesa per la designazione dei vescovi. Nelle parole del Nunzio monsignor Adriano Bernardini, interprete della volontà del Papa, ho percepito la grazia divina della consolazione dello spirito nonostante la trepidazione per una missione impegnativa. Mi assicura inoltre che indubbiamente il discernimento compiuto suppongo sia stato, come abitualmente, prolungato ed approfondito.

A mons. Gianfranco Saba, arcivescovo eletto dell’archidiocesi turritana, con le congratulazioni e gli auguri del vescovo diocesano mons. Roberto Carboni anche vivissimi auguri dal nostro quindicinale.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 12, pag. 17.

don Francesco Marruncheddu