La santità della porta accanto

L’esistenza ordinaria vissuta in maniera straordinaria

Presentata la nuova Esortazione apostolica Gaudete et exultate 

Lunedì 9 aprile è stata presentata nella Sala Stampa vaticana la nuova Esortazione apostolica di papa Francesco sulla chiamata alla santità di tutto il popolo di Dio, nel mondo contemporaneo firmata il 19 di marzo 2018.

Il documento ha per titolo Gaudete et Exultate (gioite ed esultate). Si tratta della terza Esortazione apostolica di papa Francesco dopo Evangelii Gaudium sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale del 2013, e dopo l’Amoris Laetitia, Esortazione post-sinodale sull’amore nella famiglia del 2016.

L’Esortazione è stata presentata ai giornalisti accreditati dall’arcivescovo Angelo De Donatis, vicario generale del Papa per la diocesi di Roma, da Paola Bignardi ex presidente dell’Azione Cattolica e dal giornalista Gianni Valente. Nel ministero petrino in questi cinque anni è stato un tema ricorrente di papa Bergoglio l’attenzione alla santità nella Chiesa.

In più occasioni Francesco ha offerto riflessioni che tracciano il profilo di ciò che comprende la santità (gioia, umiltà servizio), ma anche di ciò che si oppone ad essa, quindi cosa non è santo: l’uomo superbo, il vanitoso, il cristiano di sola apparenza, i supereroi. Per cui Gaudete et Exultate che ha come sottotitolo sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo invita a “Rallegrarsi ed esultare” (Mt.5.12), dice Gesù a coloro che sono perseguitati o umiliati per causa sua. Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente. In realtà fin dalle prime pagine della Bibbia e presente in diversi modi, la chiamata alla santità. Così il Signore la proponeva ad Abramo “Cammina davanti a me e si integro”.

L’esortazione si compone di cinque capitoli e di 177 paragrafi. Nella loro presentazione i tre relatori hanno voluto porre in evidenza qualche idea dell’Esortazione, lasciando poi agli esperti le diverse risposte nella conferenza stampa. Io mi fermo solo a mettere in evidenza qualche breve richiamo dei relatori. Mons. Angelo De Donatis: “È una gioia per me fare questo piccolo servizio e presentare oggi questo documento. Perché una esortazione sulla chiamata alla santità? La parola santità è considerata un po’ antiquata proprio da quel mondo contemporaneo a cui l’Esortazione vuol rivolgersi. La santità è la vera vita, il contrario della santità non è una vita di peccato ma l’accontentarsi di una vita mediocre e inconsistente”. Ha voluto ricordare che non è un trattato, che la santità non porta il broncio e riguarda tutti, è vivere da uomini e da cristiani nel mondo contemporaneo. Ha continuato il vicario del Papa: “La santità è per la classe media, una via per tutti. Il Signore chiede tutto e quello che offre è la vera vita, la felicità […] È l’esistenza ordinaria vissuta in maniera straordinaria. […] Abbiamo bisogno di sete di luce e questa sete di luce va soddisfatta.

La dottoressa Paola Bignardi nel suo intervento ha messo in evidenza che “La santità è per la vita quotidiana, non è per pochi eroi o per persone eccezionali, ma il modo di vivere l’ordinaria esistenza cristiana. Non vi è vita cristiana possibile al di fuori di questo quadro esigente e appassionante: c’è un solo modo di essere cristiani, quello che si colloca nella prospettiva della santità. Il filo rosso della gioia continua a rappresentare l’elemento che unifica il magistero del Papa che vuole cristiani gioiosi che mostrino di aver incontrato il Risorto e in Lui il segreto di una vita pacificata, realizzata e piena.

Articolo intero su Nuovo Cammino n.7.

don Peppangelo Perria