Il frate che lotta col diavolo

Aumenta il numero delle persone che, a causa della mancanza di fede, si rivolgono a maghi e cartomanti.
Certe malattie sono frutto dei malefici. I sacerdoti devono ascoltare di più quanti cercano aiuto

“ Amici frati e preti, accogliete e ascoltate le persone che vi cercano e chiedono il vostro aiuto. Cristo non ha mai mandato via nessuno”. Padre Roberto Sardu, cappuccino, da quasi trent’anni esorcista in diverse diocesi della Sardegna, lancia un appello-preghiera ai preti e ai religiosi: “Facciamo sperimentare alle persone Gesù misericordioso e umile”: Nel suo decreto di nomina gli è stata indicata una missione specifica: esplicare il ministero della carità attraverso la funzione dell’esorcistato.

Perché aumenta il numero delle persone che cercano e si rivolgono all’esorcista?
Perché è venuta a mancare la fede. Molti, in cerca di risposte ai problemi della vita, si rifugiano nel misterioso, nell’occulto, negli oroscopi, nell’astrologia, si rivolgono a maghi e cartomanti. Ma succede che il demonio, spirito intelligente, vuole trascinare e corrompere; mette confusione tra le persone. Certe malattie sono frutto di malefici. Rivolgersi al medico è certamente opportuno – io lavoro anche con una psicoterapeuta – ma più che star male nel corpo tante persone sono ammalate dentro, nello spirito, nell’anima”. Mi è capitato il caso di una donna che levitava, si sollevava dal terreno, era posseduta dal demonio. Prima faceva la cartomante.
Che cosa possono fare i preti?
Ascoltare. Sono appena venute tre ragazze, dalla Calabria, le ho ascoltate, rassicurate, benedette. Una benedizione non si deve negare. Invece noi sacerdoti siamo frettolosi, quando le persone chiedono una benedizione, minimizziamo. Io incontro la gente a Is Molas, dove ha vissuto fra Nazareno, nella chiesa dedicata alla Madonna della Consolazione. Voglio continuare il programma – consolare gli afflitti, restituire serenità – di fra Nazareno del quale è stato avviato il processo di beatificazione
Ma il diavolo esiste veramente?
Certo che esiste. Gesù lo dice nel Vangelo e lo ripete in continuazione. Quando inizierà la quaresima ritroveremo il brano del Vangelo in cui si parla delle tentazioni di Gesù da parte del diavolo. Non credo che qualcuno voglia mettere in discussione il Vangelo.
Come si manifesta la presenza del demonio?
C’è una possessione straordinaria, fortunatamente rara. Quando le persone non riescono a pregare, forze ostili lo impediscono, diventano allergiche, spesso anche fisicamente, al sacro, allora potremmo trovarci in presenza del diavolo. Molti sacerdoti ridono di queste cose, perché non ascoltano i fedeli. Il maligno disturba. A una sua figlia spirituale, che dubitava della presenza reale del demonio, Padre Pio mostrò il volto tumefatto dalle botte ricevute dal diavolo.
Basta una seduta per liberare il cristiano dalla possessione demoniaca?
Non c’è una regola. Può bastare una seduta. Qualche volta sono necessari mesi, per non dire anni.
Una cura preventiva?
Padre Pio diceva: “Fate i buoni cristiani: Preghiera, Messa, Sacramenti, Eucarestia, Rosario e il Demonio girerà a largo”. Anche i santi sono stati tentati e hanno avuto batoste dal demonio. Sconfitta corporale ma vittoria spirituale.

Una procedura di esorcismo

L’esorcista si mette davanti alla persona posseduta dal demonio, accompagnata da qualche amico o parente. Un gruppo di persone prega davanti al Santissimo nella vicina cappella. Anche il sacerdote prega: chiede l’aiuto del Signore e l’intercessione della Madonna perché possa svolgere il potere che la Chiesa gli ha dato. “L’esorcista agisce in nome della Chiesa”, precisa padre Roberto.
Tra gli attrezzi del mestiere, il rituale con le preghiere: quella introduttiva, per la benedizione dell’acqua, del sale, dell’olio. Si inizia con la Parola di Dio e le litanie dei santi. Si invoca tutto il paradiso perché venga in aiuto della persona disturbata. Quando si invoca un santo che ha combattuto contro il demonio, il diavolo si scatena. “Qualche volta mi ha detto: “Butta via quel vecchiaccio”, riferito a Padre Pio, oppure “quella vecchiaccia”: era madre Teresa di Calcutta”, spiega padre Sardu.
Si continua con i salmi, l’imposizione delle mani, l’insufflazione dello Spirito. Segue l’esorcismo vero e proprio. Racconta il frate: “Nel nome della Chiesa ordino al demonio di lasciare la persona. Non sono io che ordino. Qualche volta il demonio mi dice: chi sei tu?. Gli rispondo: la Chiesa. Perché io non sono nulla, agisco in nome e per conto della Chiesa che comanda al demonio di andare via. Ricordiamo la promessa di Gesù: “Le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”. “Quando incontro particolari resistenze invoco – aggiunge padre Roberto – anche la Madonna, metto addosso alla persona posseduta il rosario che è come la fionda di Davide. Quei 50 grani del rosario sono un’arma micidiale per il diavolo che non sopporta la Madonna, una creatura, senza peccato originale, che grazie al suo conformarsi alla volontà di Dio è diventata la Madre di Cristo. E il diavolo si arrende”.

Padre Roberto Sardu

Padre Roberto Sardu, nato 56 anni fa a Iglesias, ha scoperto gli esorcismi nel 1991: collaborava con padre Clemente Pilloni esorcista della diocesi di Cagliari. Ordinato nel 1992, impegni pastorali a Oristano (vice parroco e cappellano del convento delle monache clarisse cappuccine).
Trasferito a Sorso è spesso interpellato per fare esorcismi. Ma solamente quando è chiamato nel convento dei cappuccini di Sassari è incaricato dall’arcivescovo Paolo Atzei ad essere l’esorcista diocesano. Nel 2013 lo stesso incarico gli è conferito dall’arcivescovo di Cagliari Arrigo Miglio. Padre Sardu è coordinatore Regionale e consigliere generale dei Gruppi di Preghiera di padre Pio.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 1-2018, pag. 15.

Mario Girau