“Il coraggio del Primo Annuncio” evangelizzante

25 febbraio Oristano.Convegno regionale programmatico e di aggiornamento: oltre 1000 catechisti, 200 sacerdoti e 10 vescovi partecipanti

Domenica 25 febbraio a Oristano è stato proposto il convegno regionale dei catechisti, intitolato “Il coraggio del Primo Annuncio”. A partire dalle ore 9.00 tanti volontari, laici e sacerdoti con la guida del vescovo Mons. Ignazio Sanna hanno accolto i circa 1500 catechisti e 200 sacerdoti provenienti da tutte le diocesi dell’isola che hanno aderito.
Alle ore 10 dopo la preghiera introduttiva, Mons. Gian Franco Saba, arcivescovo di Sassari, ha proposto la Lectio Divina in cui ha ribadito che dobbiamo lasciarci interpellare dallo Spirito Santo e lasciar sorgere dentro di noi quelle domande alle quali occorre dare risposte esplicite e concrete con parole, ma anche con le opere. Anche i primi cristiani si riunivano e trovavano in Cristo il motivo della loro unione e il centro della loro esistenza. Gesù è in cammino nella sua comunità e ogni cristiano deve rivivere la gioia e la fatica di questo cammino. Ha concluso dicendo che Dio ci ascolta quando nulla ci risponde e sembra che tutto sia perduto. Egli è il nostro compagno di viaggio anche quando pensiamo di essere soli e ci ama anche quando ci sentiamo abbandonati. In seguito è stata proposta la “Presentazione della ricerca: attori, strutture e culture della catechesi nella diocesi della Sardegna” a cura del prof. Luca Diotallevi che ha ribadito che al centro del Primo Annuncio c’è la condizione di vita che chiaramente per ciascuno è diversa.
Il Vangelo ci indica cosa il Signore vuole da noi. Se si immagina la catechesi come trasmissione di verità si deve mettere la vita concreta al centro e far sì che la Parola la illumini. La persona che viene “iniziata” alla vita e partecipazione ecclesiale vede cosa il Signore le sta dicendo in quel momento nella sua vita.
Non possono esserci parole senza opere. Se poi non si mette al centro della vita la Parola non si riesce ad “entrare” nella prospettiva di agire con parole e opere. “La professionalizzazione” del catechismo non deve portare a una forma scolastica, ma alla forma che trasmette al ragazzo esempio e testimonianza con parole e opere. Il Primo Annuncio porta ogni giorno a imparare una cosa nuova. Ha concluso dicendo che noi abbiamo un programma di catechesi grazie a Scritture, Magistero e Sacramenti, ma non per questo dobbiamo fare un cammino astratto, al contrario deve essere cosciente e che, nonostante i nostri peccati e i nostri limiti, riesce a far camminare con noi qualcuno nel percorso della fede.
Dopo il pranzo al sacco sono stati proposti ben dodici laboratori con diverse e interessanti tematiche, tra cui la famiglia, la Bibbia, l’arte, la carità, la disabilità, tutte in rapporto con la catechesi.
Alle ore 16.30 l’evento si è concluso con la Santa Messa presieduta da Mons. Ignazio Sanna e con la partecipazione di tutti i vescovi delle varie diocesi della Sardegna. Insomma tanta partecipazione, nonostante il maltempo, con una grande accoglienza e una perfetta organizzazione.

Adele Frau