Fiorisce il seme della fratellanza

Sardegna Solidale. Vent’anni di solidarietà a servizio degli ultimi in un proliferare di iniziative

Abbiamo fatto memoria con gioia dei vent’anni di fondazione del “Centro Servizi del volontariato Sardegna Solidale”, con una serie di celebrazioni che hanno permesso di riflettere su questi anni passati ricchi d’impegni, di iniziative, di progettazione, di relazioni, di studio. Ricchi soprattutto di speranza per ogni singola associazione di volontariato e per la famiglia tutta di “Sardegna Solidale” con le sue quasi mille associazioni, in questi anni che pian piano hanno respinto tanti nella povertà e nella miseria. Il volontariato organizzato non ha dato soluzioni ma ha indicato la strada giusta, della solidarietà, della sussidiarietà, della partecipazione, della giustizia.

Il CSV Sardegna Solidale nasce nel febbraio 1988 quando il CO.GE lo dichiara vincitore del bando regionale. Non ha avuto vita facile, la sua esistenza è stata sempre contrastata. Sicuro di essere nel giusto e vero si è difeso nei tribunali dagli attacchi di altre organizzazioni che non accettavano l’indipendenza dai condizionamenti politici o d’interessi di gruppi di potere. Scriviamo questo con serenità: non siamo contro nessuno, non facciamo guerra a nessuno. Nella dinamica degli impegni ci possono essere delle divergenze, ma si deve essere uniti per il bene della comunità, degli organismi del volontariato, per l’autentica partecipazione e sussidiarietà. Il Papa parlando ad “esperti di solidarietà” suggerisce che per contribuire allo sviluppo solidale bisogna guardarci da quello che è “l’individualismo” collettivista, cioè di proteggere solo gli interessi di quanti rappresentano ignorando il resto dei poveri, emarginati ed esclusi. Purtroppo siamo dovuti, anche in questo momento di riforma del Terzo Settore, ricorrere ai tribunali. Tutto questo non ha impedito il CSV Sardegna Solidale di fare il suo cammino di servizio nella gratuità in questi venti anni.

Partendo dalla visione di Volontari per i Volontari non solo ha realizzato la campagna “Sardegna fatti Solidale”, ma con la “Carovana della Solidarietà”, ha percorso in lungo e in largo la Sardegna tutta e si è seminato nelle piazze di oltre quaranta cittadine il “seme della solidarietà” con incontri partecipati da tanti cittadini. I bilanci sociali parlano ampiamente dell’attività del “CSV Sardegna Solidale” ma anche dei Sasol Point, dei Sasol Desk, della sua presenza territoriale con una ramificazione che raggiunge anche i più piccoli centri della Sardegna. I progetti di “Sardegna Solidale” in questi anni, hanno dimostrato sostenibilità, con la loro continuità di anno in anno.

Prima di tutto l’impegno costante è stato per la formazione: una formazione che ha raggiunto con continuità la base del volontariato ma anche la sua leadership. Per i giovani si è data una attenzione particolare sia con i “Progetti Giovani e Volontariato”, “Università e Volontariato” e il “Servizio Civile Nazionale”. Il lavoro poi con la rete di “Libera” ha coinvolto tanti altri giovani sia con le “Università Itinerante” all’Asinara e “E state liberi” a Su Piroi coi campi di formazione. Il cammino del CSV si è qualificato anche con le ricerche e le svariate pubblicazioni che hanno dato spessore culturale a tutto il suo operare. Il periodico “L’Isola che c’è”, l’ufficio stampa, il sito, la Newsletter e il “Centro Studi” danno non solo informazione continua ma moltiplica la presenza qualificata del CSV Sardegna Solidale nel territorio. Tutto questo grazie anche ad una regia instancabile e altamente professionale del Comitato direttivo e della Segreteria Organizzativa guidati dal presidente prof. Giampiero Farru e dalla segretaria coordinatrice Nanda Sedda.

Ora, a conclusione di questi venti anni del CSV Sardegna Solidale, è arrivata l’Udienza con il Papa Francesco. Per noi tutti è un momento di alto valore etico. Il CSV Sardegna Solidale ha sempre difeso la sua democraticità e nella democraticità rivendicato la laicità. Tra noi ci sono credenti e no, ecclesiali e laici, ma a questo Papa tutti riconoscono una statura mondiale. Papa Francesco ha autorevolezza morale, credibilità che gli permette di ottenere l’attenzione di popoli dei diversi continenti, capace di offrire risposte a domande ed inquietudini molto diffuse a livello planetario, come hanno scritto in tanti. Il dono di essere ricevuti da Papa Francesco ci offre la grande responsabilità di accogliere la sua parola, conservarla nel nostro cuore, farla diventare seme di solidarietà per noi e per la Sardegna tutta. Sardegna in cui abbiamo operato nello spirito del servizio e nella gioia della gratuità.

Don Angelo Pittau,
Presidente del Comitato promotore