Evangelizzare, impegno di tutti i credenti

Il saluto del vescovo padre Carboni

“Non serve disperdersi in tante cose secondarie o superflue, ma concentrarsi sull’incontro con Cristo”

Cari fratelli e sorelle, permettetemi di riprendere la domanda che accompagna questa nostra giornata: In che cosa consiste la missione della chiesa e di ciascuno di noi? La vita missionaria affonda le sue radici nella vita cristiana stessa e si espande mediante la testimonianza. La Chiesa ci ripete che la missione non è appannaggio di pochi ma è dovere e compito di tutti i battezzati. Al tempo stesso riconosciamo che questa testimonianza trova concretezza nella vita di non pochi missionari e missionarie che, con estrema generosità donano la loro vita, anche in paesi non sempre accoglienti e in situazioni drammatiche, pronti anche a dare la vita per l’ideale che hanno abbracciato. Ma quali devono essere gli ingredienti perché i discepoli di Gesù attuino la missione? Ecco alcuni passi necessari:

La testimonianza della vita
Questa è la prima forma di missionarietà, che si addice a ogni credente, alla quale nessuno può né dovrebbe sfuggire: “Tutti i cristiani, infatti, dovunque vivono, sono tenuti a manifestare con l’esempio della vita e con la testimonianza della parola l’uomo nuovo che hanno rivestito nel battesimo, e la forza dello Spirito Santo, dal quale sono stati rinvigoriti con la confermazione”. Quello che più preme mettere in rilievo è lo scopo indicato dal Concilio: “così che gli altri, vedendo le loro opere buone, glorifichino il Padre e comprendano più pienamente il significato genuino della vita umana e l’universale vincolo di comunione degli uomini”. vita e di fede aperti al vangelo, perché in tutti i popoli Dio ha sparso qualche germe del suo Verbo.

La presenza della carità
La testimonianza della vita si fa ancor più sincera ed efficace quando è seguita e accompagnata dalla carità: la carità con la quale Dio ci ha amati e ci ama, la stessa carità per la quale Cristo Signore ha predicato il vangelo e ha dato la sua vita per tutti. Se non è la carità ad animare la missione della chiesa, questa si riduce a mera agenzia operativa. Una carità fattiva, quella dei cristiani, che si traduce in gesti di collaborazione, alla stregua di quello che ebbe a dire Gesù ai suoi discepoli: “Vedano le vostre opere buone e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli”. Infatti “i cristiani devono impegnarsi a collaborare con tutti gli altri”.

Evangelizzazione e conversione
Evangelizzare è necessario, ma non dobbiamo dimenticare che la predicazione e la testimonianza mirano alla conversione. Infatti “affinché i non cristiani, a cui aprirà il cuore lo Spirito Santo, credendo si convertano liberamente al Signore e sinceramente aderiscano a lui che, essendo la via, la verità e la vita, risponde a tutte le attese del loro spirito, anzi infinitamente le supera” (n.13). Il vero missionario sa che la conversione è principalmente opera dello Spirito Santo, che apre il cuore alla fede. Noi siamo solo strumenti nelle mani del Signore che ci induce a predicare e, nello stesso tempo, apre il cuore di chi ascolta.

Le Parole di papa Francesco
L’evangelizzazione esige l’impegno comune per un progetto pastorale che richiami l’essenziale e che sia ben centrato sull’essenziale, cioè su Gesù Cristo. Non serve disperdersi in tante cose secondarie o superflue, ma concentrarsi sulla realtà fondamentale, che è l’incontro con Cristo, con la sua misericordia, con il suo amore