Esercizi spirituali e incontro col Papa

Don Antonio Mura rettore del Seminario ricorda 6 giorni stellari

“In una settimana abbiamo vissuto due santi momenti: gli esercizi spirituali e l’udienza col Santo Padre. Due momenti che hanno coronato, come meglio non si poteva, i festeggiamenti per il 90.mo di fondazione del Seminario regionale”. Don Antonio Mura, 57 anni, quindicesimo Rettore della storia del “Pontificio Seminario sardo”, è ancora pieno di entusiasmo per gli eventi che hanno contraddistinto i giorni dall’11 al 18 febbraio scorso. È soddisfatto per il “bingo formativo” fatto immergendo i suoi chierici in una profonda esperienza spirituale. “Sei giorni durante i quali – dice il Rettore – abbiamo vissuto un tempo propizio perché il Signore ha abbondantemente seminato nel terreno della nostra vita”. Preghiera, emozioni, riflessioni, confronto spirituale, parola del Papa: sei giorni quasi corrispondenti a lungo un corso vocazionale di molti crediti formativi. Sul quaderno di ogni seminarista ormai incancellabile si trova la lezione e i compiti a casa assegnati da papa Francesco per la vita: “Possiate essere sempre più consapevoli della grazia che il Signore vi ha concesso facendo risuonare in voi l’invito a lasciare tutto e a seguirlo, a stare con Lui per essere inviati a predicare (cfr Mt 4,19- 20; Mc 3,14). In voi, in modo particolare, sono riposte le speranze della Chiesa che è in Sardegna!… Camminate con gioia, tenacia e serietà in questo percorso di formazione, per assumere la forma di vita apostolica, che sappia rispondere alle odierne esigenze dell’evangelizzazione”. Gli Esercizi spirituali hanno creato il clima adatto all’incontro di sabato 17 febbraio nella sala clementina del palazzo apostolico, presenti tutti i vescovi sardi, compreso mons. Angelo Becciu, Sostituto della Segreteria di Stato. “Le meditazioni guidate da padre Ismael Barros hanno riletto la Passione in chiave sponsale. Cioè i giorni della sofferenza di Cristo sono stati il modo – aggiunge don Mura – con cui Dio ha sposato l’umanità invitandoci a vivere in fedeltà questo Amore indissolubile”.

Il Pontificio Seminario Regionale
Equipe educativa: Rettore (don Antonio Mura), tre animatori (don Carlo Devoto, don Andrea Secci, don Carlo Rotondo)
Padri Spirituali: Don Francesco Mameli (direttore), mons. Gianni Sanna, p. Giuseppe Crobu, p. Enrico Deidda
Responsabile anno propedeutico: don Roberto Piredda
Seminaristi: I anno n. 11; II anno n. 3; III anno n. 8; IV anno n. 8; V anno n. 7; VI anno n. 3; Adulti n. 10.

M.G.

 

Il Papa ai Seminaristi sardi, accompagnati dai Vescovi e dai Formatori

Siate preti per la gente

Cari Seminaristi, vi state preparando per essere un domani operai nella messe del Signore, sacerdoti che sappiano lavorare insieme, anche tra diocesi diverse. Le odierne povertà materiali e spirituali rendono ancora più importante quello che sempre è stato richiesto, cioè che i pastori siano attenti ai poveri, capaci di stare con loro, con uno stile di vita semplice, affinché i poveri sentano che le nostre chiese sono in primo luogo la loro casa. Vi incoraggio a prepararvi fin d’ora a diventare preti della gente e per la gente, non dominatori del gregge a voi affidato (cfr 1Pt 5,3), ma servitori. C’è tanto bisogno di uomini di Dio che guardino all’essenziale, che conducano una vita sobria e trasparente, senza nostalgie del passato ma capaci di guardare in avanti secondo la sana tradizione della Chiesa. In questi anni di preparazione al ministero ordinato, state vivendo un momento speciale e irripetibile della vostra vita. Possiate essere sempre più consapevoli della grazia che il Signore vi ha concesso facendo risuonare in voi l’invito a lasciare tutto e a seguirlo, a stare con Lui per essere inviati a predicare (cfr Mt 4,19-20; Mc 3,14). In voi, in modo particolare, sono riposte le speranze della Chiesa che è in Sardegna!

I nostri seminaristi. “Ci vuole uomini di Dio”

Non è facile esprimere con le parole, i pensieri e i sentimenti che l’incontro con il successore di Pietro ha generato in noi. Poterlo ascoltare da vicino, guardarlo negli occhi e rivolgergli tremante ed emozionato qualche parola mi ha fatto percepire concretamente l’amore per la Chiesa, della cui unità il Papa è segno visibile. Nel discorso il Santo Padre ci ha incoraggiato a prepararci fin d’ora ad essere «uomini di Dio che guardino all’essenziale, che conducano una vita sobria e trasparente, senza nostalgie del passato ma capaci di guardare in avanti secondo la sana tradizione della Chiesa». Il Papa ci ha ricordato l’importanza della collaborazione tra le diocesi, per essere in futuro «operai nella messe del Signore, sacerdoti che sappiano lavorare insieme, anche tra diocesi diverse» per questo è importante che in seminario si viva l’amicizia e la fraternità. A noi e ai nostri compagni, l’augurio di fare tesoro delle parole che il Papa ci ha detto, custodendole nel cuore per oggi e per il futuro.

Andrea Martis, Marco Corona e Andrea Scanu

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 4, pag. 14.