Card. Angelo Becciu: “La disunità che uccide la Chiesa”

Festa a Ozieri, con la partecipazione delle diocesi e dell’episcopato sardo, per don Angelino, nuovo Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi

Distinte Autorità, cari cittadini! Ringrazio sentitamente tutti voi per la calorosa accoglienza in questa città, cuore del Logudoro, ricca di storia, di arte, di culture, di tradizioni e di civiltà. Sono grato al Signor Sindaco per la squisita cortesia, con cui mi ha rivolto il suo saluto a nome degli altri Sindaci del territorio e di tutta la collettività. In questi anni, il Signore mi ha condotto a servire la Chiesa e la Santa Sede in Nazioni e località lontane da questa nostra cara Isola; tuttavia, non ho mai dimenticato da dove sono partito!

La Sardegna è sempre rimasta nel mio cuore, nei miei pensieri, nelle mie preghiere, nella mia sollecitudine pastorale. Oggi, in questa giornata di famiglia e di festa, in cui la mia terra mi accoglie ufficialmente come Cardinale di Santa Romana Chiesa, sono lieto di inviare, anche attraverso la Televisione, un affettuoso saluto agli abitanti dell’intera Regione. A ciascuno rivolgo il saluto di pace con cui Gesù risorto si presentò agli apostoli il giorno di Pasqua, con un particolare pensiero per quanti soffrono nel corpo e nello spirito, per quanti sono sfiduciati e senza prospettive. È il saluto della speranza, che mai ci deve abbandonare.

Questa piazza è a me tanto cara, perché evoca ricordi incancellabili ed emozionanti. La sovrasta, infatti, l’antico Seminario minore, dove ho trascorso i primi anni della mia formazione sacerdotale e gli albori del mio sacerdozio. Da quel “finestrone”, come usavamo chiamarlo, ho potuto assistere allo svolgersi in questa piazza di eventi sociali, civili e religiosi: qui si sono scontrate passioni politiche di ogni orientamento e di diverse fazioni.

Non sempre le ideologie e le aggregazioni che ad esse si richiamavano sono state capaci di realizzare i programmi e i progetti che con tanta enfasi venivano proclamati. Si sognava e si dava come imminente la rinascita della Sardegna e il boom economico degli anni ‘60-’70, di cui tutta l’Italia godeva, faceva ben sperare. La città di Ozieri e con essa tutto il territorio circostante davano segni di vitalità e di operosità soprattutto nel settore agro-pastorale, nel terziario e nella nascente imprenditoria locale.

Tra l’altro, rimangono indelebili le immagini di centinaia di giovani speranzosi, provenienti da tutto il circondario, che rallegravano le strade della città diretti agli Istituti superiori scolastici. Oggi, duole dirlo, assistiamo ad un progressivo deterioramento del territorio così come delle zone interne dell’isola con crescente sfiducia della gente. Di fronte a questo quadro desolante non posso non rivolgermi ai responsabili della cosa pubblica: è il momento di agire e di agire uniti, abbiate il coraggio e la lungimiranza di andare oltre i personalismi, oltre le divisioni partitiche per esprimere il meglio della vostra fantasia creativa nel tentare vie non esplorate volte alla soluzione dei problemi ormai endemici dell’Isola: la disoccupazione, lo spopolamento, l’emigrazione giovanile.

Abbiate un’unica ambizione: passare alla storia come uomini che, coscienti della drammaticità del momento, hanno saputo far prevalere l’interesse della Sardegna sulle proprie visioni particolariste! La Chiesa, da parte sua, è divenuta punto di riferimento per la popolazione, soprattutto in questi momenti travagliati, e vorrà essere di sostegno agli uomini di buona volontà desiderosi di impegnarsi in maniera seria e costruttiva. Mediante la sua missione, finalizzata all’evangelizzazione e alla formazione delle coscienze, essa vuole continuare ad essere al fianco delle persone nella costruzione della civiltà dell’amore e del perdono, della cultura della vita dal suo primo sbocciare al suo termine naturale, della difesa della famiglia cellula della società, del rispetto della legalità e dell’attenzione accogliente e fraterna verso il prossimo, specialmente i più deboli.

Cari amici, la storia della Sardegna è ricca di tradizioni religiose, di fermenti spirituali e di operosa vita cristiana; nel corso dei secoli la fede ha forgiato il pensiero, l’arte, la cultura e i vari ambiti sociali del nostro territorio, promuovendo solidarietà e rispetto della dignità umana. Espressione quanto mai eloquente di questo patrimonio religioso e sociale sono le esemplari figure di sacerdoti e di laici i quali, fedeli servitori della Chiesa e dello Stato; con una proposta di vita radicata nel Vangelo, hanno testimoniato gli autentici valori morali quale sostegno insostituibile di una convivenza libera e giusta, attenta specialmente ai più bisognosi. Vi incoraggio a riscoprire, approfondire e mantenere viva questa luminosa eredità spirituale, sicuro punto di riferimento per un attuale servizio all’uomo e per un cammino di civiltà e di autentico progresso.

Qui Deus nos accumpazede!

+ Angelo Becciu