8xMille in Sardegna

Una risorsa importante

Anche la Chiesa diocesana cerca di contribuire a creare lavoro nel nostro territorio. L’anno scorso dei 2.613.469,17 euro destinati, con i fondi dell’8xMille, dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) ad Ales-Terralba il 28,3% (738.500 €) è stato impiegato nell’edilizia di culto. Quindi cantieri aperti, muratori e manovali all’opera, fabbriche di mattoni e cemento che ricevono ordinativi. Inoltre un altro sostanzioso aiuto è arrivato in diocesi per il sostentamento del clero: 675.386,53 euro: soldi cash a parroci e vice parroci.
Le risorse CEI giunte in questo territorio rappresentano poco meno del 10 per cento dei quasi 27 milioni trasferiti complessivamente alle dieci diocesi sarde nel 2016 dalla Conferenza episcopale nazionale. C’è da dire che tutte le Chiese locali italiane, soprattutto quelle delle regioni economicamente in difficoltà – la Sardegna è una di queste – senza i fondi dell’8xMille faticherebbero non poco a conservare in sicurezza le chiese, bisognose di periodiche manutenzioni.
Sulla voce “edilizia di culto” la CEI convoglia anche altre risorse attraverso il cofinanziamento di progetti speciali richiesti dalla diocesi ed economicamente partecipati anche dalle amministrazioni locali e regionali. Un esempio: la cattedrale di Ales è patrimonio non solo della Chiesa locale, ma anche del Comune e della Regione. Se il progetto diocesano viene approvato a tutti i livelli, la CEI fa la sua parte.
Nel 2016 la macchina della carità diocesana – in questo territorio particolarmente efficiente – ha richiesto 452.156 euro. Mentre 485.231 euro sono stati impiegati in opere diocesane di culto e pastorale. La nostra diocesi ha ricevuto altresì, sempre dai fondi dell’8xMille, 262.105 euro per i beni culturali, per la loro valorizzazione. È il terzo maggiore contributo – dopo Nuoro e Oristano – dato, su questa voce, alle diocesi sarde.


Nel 2016 un quinto dell’assegnazione Cei alle chiese della Sardegna – 5.264.068 euro – è vincolato per le opere caritative: le mense dei poveri si reggono prevalentemente sul contributo Caritas, oltre che su volontariato e generosità della gente. Altri progetti di solidarietà -”Prestito della Speranza” e anticrisi – sono egualmente alimentati dall’8 per Mille, che si aggiungono a iniziative particolari a valenza diocesana finanziati direttamente dalla Caritas nazionale.
Altri filoni d’intervento aggiuntivi la Conferenza episcopale italiana tiene aperti per progetti speciali riguardanti anche i beni culturali.
La cassa stipendi della CEI nel 2016 ha fatto arrivare in Sardegna, dai fondi dell’8 per mille, oltre 10 milioni di euro, praticamente due terzi delle risorse necessarie per accreditare in banca ogni fine mese lo stipendio a 926 sacerdoti diocesani.
Le integrazioni al reddito assicurate dalla CEI con i soldi dell’8xMille tolgono i preti dalla aleatorietà legata alla dimensione della parrocchia e alla generosità dei fedeli. Anche le offerte per le messe cominciano a diradarsi e i laici non sono particolarmente generosi con le erogazioni liberali destinate ai sacerdoti, interamente detraibili dalla dichiarazione dei redditi. Nel 2016 solamente 2168 persone in Sardegna – per un importo di quasi 141 mila euro – hanno pensato concretamente ai preti: in pratica 1 ogni 1031 abitanti.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 16, pagg. 1-15.

Mario Girau