Lavoro e giovani impegni prioritari

Approvato il Bilancio Caritas 2017

“Stiamo vivendo un momento particolare anche nel campo sociale: prima di tutto la riforma del terzo settore e i provvedimenti normativi per il contrasto alla povertà”

L’incontro di oggi 15 maggio 2018 assume una particolare importanza. La presenza del nostro Vescovo Padre Roberto presidente della Caritas Diocesana non è solo formale ma costitutiva e fondante. Senza il Vescovo non c’è Chiesa, anche nella Caritas e soprattutto nella Caritas, lui è primo nella Carità. Noi ci muoviamo nella fede, questa è la nostra visione e la nostra missio.

Certamente il nostro contesto è ecclesiale, ci guida il Magistero papale e più concretamente il Magistero della Chiesa in Italia. Credo che lo stiamo mostrando, sia accogliendo in questi anni l’appello del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze e soprattutto mettendoci in spirito di comunione e di sinodalità all’ascolto della 48a Settimana Sociale dei cattolici italiani a fine ottobre a Cagliari: “Il lavoro che vogliamo libero, creativo, partecipativo e solidale”. Come anche non siamo insensibili alla sollecitudine pastorale della Chiesa Universale che dedica la XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovo nell’ottobre del 2018: i giovani.

Siamo la terra del non lavoro, il territorio più povero d’Italia, abbiamo il record della denatalità, dei suicidi e potrei continuare: si aggiungono malati mentali, affetti da dipendenza, giovani che non studiano, non cercano lavoro, vegetano. Altri fenomeni negativi la dispersione scolastica e l’abbandono degli studi e di ogni iniziativa. La Caritas di Ales-Terralba non cede alla rassegnazione, si impegna nella formazione e nell’accompagnamento delle nuove generazioni. Ma c’è un deficit di educazione politica che non ci può vedere passivi. Lavoro e giovani sono i nostri impegni centrali.

Stiamo vivendo un momento particolare anche nel campo sociale: prima di tutto la riforma del terzo settore e i provvedimenti normativi per il contrasto alla povertà. Sono due sfide per noi che non possiamo non affrontare. Non sappiamo cosa farà il nuovo Governo a questo proposito, ma ormai su questo contesto noi Caritas dobbiamo entrare. Per la riforma del terzo settore noi volontari Caritas dobbiamo difendere la gratuità del volontariato, il servizio alla persona, la dimensione dell’opera segno (testimonianza, evangelizzazione, missione).

Per il contrasto alla povertà salvo l’aiuto all’emergenza (che non deve durare anni o generazioni): bisogna difendere un sistema integrato di presa in carico con un nostro compito specifico di lavoro in rete e di advocacy. La carità è a 360 gradi: documentata e informata, attenta al territorio e al mondo, azione di fede e di speranza, ricca di discernimento personale e comunitario, per dirla con don Francesco. Certo ci attendono nuove sfide: cinque milioni di persone in Italia vivono in povertà assoluta, duemila in Diocesi. C’è una vulnerabilità giovanile, divario di ricchezza tra giovani e anziani. Non c’è mobilità intergenerazionale, c’è abbandono scolastico, disoccupazione, Neet, dipendenza, sostanze (34% cannabis, oppiacei, cocaina, allucinogeni), gioco d’azzardo.

Rendiconto su Nuovo Cammino n. 11.

don Angelo Pittau