La Giornata Mondiale dei Poveri

San Gavino. Celebrata dalla Caritas e dalle parrocchie la Giornata diocesana dei Poveri

Il grido forte dei Cristi scartati

La Giornata diocesana dei Poveri è stata organizzata dalla Caritas della diocesi di Ales-Terralba a San Gavino Monreale e ha coinvolto circa 500 persone, assistite da una schiera di volontari che lavorano in silenzio in una dimensione di ascolto e gratuità. In tanti hanno prestato il loro servizio gratuito come le tante associazioni presenti e il coro “Donne in musica di Villacidro che ha regalato una stupenda esibizione. Dopo i saluti di don Angelo Pittau, direttore della Caritas Diocesana, del sindaco di San Gavino Carlo Tomasi e dei parroci di San Gavino, c’è stata la riflessione guidata di don Marco Statzu sul tema “Questo povero grida e il Signore lo ascolta”. Tante le testimonianze dei volontari del Centro di solidarietà Papa Francesco, dei Centri d’Ascolto e delle Caritas di Guspini, San Gavino, Gonnosfanadiga, Arbus, Mogoro e Terralba. Poi la messa concelebrata presieduta da monsignor Pierangelo Zedda, vicario generale e il pranzo festoso che molti non conoscono da tempo per colpa di una disoccupazione cronica.

I n un clima di profonda condivisione e di attenzione verso gli ultimi, a San Gavino Monreale la Caritas della diocesi di Ales- Terralba, con il supporto di un esercito di volontari, ha celebrato la seconda giornata mondiale dei poveri, istituita lo scorso anno da Papa Francesco, con momenti di riflessione, testimonianze, la messa e un pranzo per oltre 500 persone. Un pasto festoso, cucinato da tanti volontari, che manca nella vita di tutti i giorni dei tanti poveri che spesso non hanno neppure i soldi per mangiare e che perdono la dignità in un territorio dove l’emigrazione è sempre crescente, la popolazione invecchia e un giovane su due non lavora.

La Caritas della diocesi di Ales- Terralba ha voluto dare un segnale forte di un impegno che va avanti tutti i giorni dell’anno. È felicissima Pietra Atzori di Ales: “La Caritas mi aiuta e mi sta sempre vicino in un periodo per me molto difficile”. Sulla stessa linea Giovanni Aru di Villacidro: “Oggi siamo molto contenti. In questa giornata ci siamo sentiti accolti, considerati e rispettati e questo ci scalda il cuore. Spero di uscire da questa difficile situazione”. La povertà è comune a tanti ed hanno parole di ringraziamento per i volontari della Caritas: “Mi sono stati vicini – racconta uno dei tanti partecipanti al pranzo – nei momenti difficili e mi hanno aiutato a risollevarmi”.

A preparare e servire il pranzo vi è un esercito di volontari come Angela Canargiu della mensa della Caritas interparrocchiale di San Gavino che opera dal 2013: “Quello di oggi è un impegno importante, ma il nostro lavoro va avanti tutto l’anno. C’è tanta gente che ha bisogno e che si rivolge puntualmente alla mensa: non ci fermiamo mai”. È importante creare comunità come ricorda Caterina Saba, volontaria di Villacidro: “L’invito del Papa a questa celebrazione ci obbliga a ricordare il messaggio evangelico della fratellanza e a testimoniarlo. La giornata, che è ormai un appuntamento annuale, è il richiamo al dovere di creare vera comunità. Talvolta ci sentiamo impotenti, ma che non possiamo perdere la speranza che l’umanità diventi una sola famiglia. Gli operatori Caritas non possono prescindere da questa fede. Questo è il valore aggiunto della Caritas che non è semplice filantropia ma fede nel valore di qualsiasi essere umano”.

Don Angelo Pittau, direttore della Caritas diocesana, ricorda che oggi i poveri non sono solo quelli classici di ieri: “Non sono solo quelli che chiedono l’elemosina alle porte delle chiese o i barboni. I poveri hanno mille volti: è il giovane che vive dalla pensione della mamma, è chi non riesce a curarsi, è il malato mentale, è chi ha perso il lavoro a cinquant’anni, è il divorziato senza casa e senza soldi. Questa giornata ci ha sensibilizzato ad ascoltare i poveri di oggi che sono i nostri fratelli. Dio li ascolta per conoscerli, per aiutarli. Per far qualcosa per loro bisogna ascoltare il loro grido o rantolo o urlo. Il povero grida e Dio li ascolta: sono nostri fratelli, ascoltiamoli. La giornata è stata un incontro vissuto nella gioia, nella fraternità, nell’essere assieme in una testimonianza di inclusione”.