Il ritorno al Vangelo radicalmente vissuto

Quinto Anniversario di pontificato. Don Ciotti: “Il Pontefice attua un progetto di rinnovamento spirituale e dottrinale”

Quello di Papa Francesco è “un progetto di rinnovamento che, su un piano di forte concretezza, è al tempo stesso spirituale, dottrinale e, in senso lato, politico”. Lo scrive il fondatore del Gruppo Abele e di Libera, don Luigi Ciotti, nello speciale di Vita Pastorale dedicato ai cinque anni di pontificato di Papa Francesco.
“C’è chi ha parlato di ‘rivoluzione’ – spiega -. Ma la parola si presta a facili equivoci e banalizzazioni di vario genere, meglio dunque parlare di ‘riconversione’: il senso profondo delle parole, dei segni e dei gesti di Francesco è quello di un ritorno al Vangelo, inteso e soprattutto vissuto in tutta la sua radicalità”. A suo avviso, il “perno” di questo “ritorno alla Parola di Dio, nella sua nuda e impegnativa essenza, credo sia l’attenzione e la cura dei poveri”. Una tesi avvalorata con una citazione dell’Evangelii Gaudium, dove “il Papa sottolinea che i poveri sono i nostri maestri” e che “l’attenzione della Chiesa nei loro riguardi è una categoria teologica, cioè la radice, l’essenza, la sostanza stessa della fede cristiana”.
Due le conseguenze di ciò evidenziate dal Papa e rimarcate da don Ciotti: per parlare credibilmente dei poveri, la Chiesa deve essere essa stessa povera; l’attenzione ai poveri deve procedere di pari passo con la denuncia delle cause politiche ed economiche della povertà, nonché con l’impegno per rimuoverle. “Questo è il punto nevralgico, l’aspetto davvero scomodo, di questo papato, la ragione per cui incontra non poche resistenze fuori ma anche dentro la Chiesa – afferma -.
Un papato amato dai poveri, e dai tanti che vi percepiscono un cristianesimo forte nella sua capacità di accogliere. Ma, al tempo stesso, inviso o tollerato dai potenti e da tutti coloro che hanno i mezzi per cambiare le cose ma non lo fanno, lo fanno poco o solo per quel tanto che gli torna comodo”.