Turismo, tesoro trascurato

Costa Verde. Il vero sviluppo dipende dagli interventi strutturali del Comune di Arbus

Arrivati alla fine del mese di agosto si incomincia a divulgare qualche dato statistico sull’andamento della stagione turistica. Come al solito, i dati si differenziano a secondo dell’osservatorio di provenienza e del territorio esaminato. Per certe zone, come quelle del Medio Campidano, non esistendo alcun ente che si interessa di statistiche, è alquanto difficile avere a disposizione dei dati disaggregati.

Per questo motivo abbiamo ritenuto opportuno intervistare alcuni esperti del settore ed operatori che, quotidianamente, sono coinvolti dai problemi legati all’ospitalità. Ad essi abbiamo chiesto un parere sulla stagione che volge a termine, sull’attività delle Amministrazioni locali coinvolte nel settore delle vacanze e i programmi, se esistono, per migliorare l’attività e, possibilmente, per allungare la stagione turistica oltre il tradizionale mese di agosto e di parte del mese di settembre.

Si sono resi disponibili, il prof. Carlo Marcetti, Commercialista e Revisore dei Conti, docente, nella Facoltà di Economia di Cagliari, nell’insegnamento di Politiche Economiche per il Turismo e dei Trasporti; Giorgio Zurru, Amministratore Delegato della Dafne s.a.s. che gestisce il Camping Sciopadroxiu di Piscinas, nel Comune di Arbus; Arturo Caria Amministratore Delegato della La Valle Verde s.a.s. nonché proprietario dell’Hotel La Caletta di Torre dei Corsari, nel Comune di Arbus.

“Seconde case per ora provvidenziali”

CARLO MARCETTI (Università di Cagliari)

In questa fase possiamo fare solo delle stime su come è andata la stagione. Ora, è probabile, secondo il parere degli operatori del settore alberghiero, che ci sia stata una certa caduta delle presenze, intorno al sei/sette per cento. Il che significa che magari sono diminuiti non il numero degli arrivi ma i giorni di permanenza in albergo. Questo è confermato dal numero degli arrivi, nei porti e negli aeroporti, che sono leggermente cresciuti rispetto all’anno scorso, il che significa che in Sardegna si è modificato il comportamento di fare le vacanze. Una buona parte delle persone si sta orientando ad alloggiare nei B&B, che è una categoria di ospitalità cresciuta in maniera consistente. È un modo per stare in Sardegna e trascorrere una vacanza, abbattendo i costi di un soggiorno che, nella nostra Isola sono più alti che in altre parti.

L’Arburese è un territorio su cui non possiamo fare considerazioni diverse da quelle già fatte, magari insieme ai B&B possiamo valutare una crescente presenza degli Agriturismo. Purtroppo, i dati ufficiali arrivano con tanto ritardo da non poter programmare sulla base dei numeri della stagione precedente, quindi, la considerazione da fare spinge più verso la cautela che verso una valutazione negativa, come quella espressa dagli albergatori, i quali confermano un calo nei mesi di punta, altri ci dicono che hanno delle prenotazioni interessanti per i mesi a seguire, che farebbe pensare ad uno spostamento di vacanze verso i mesi di minore presenza turistica.

C’è poi il problema delle seconde case, che può essere esaminato in tanti modi diversi, sotto il problema etico, perché è un’ospitalità fornita in nero, sotto il problema fiscale perché i proprietari hanno delle entrate che poi sfuggono al controllo fiscale. Sotto il profilo dell’ospitalità devo quasi dire “meno male che ci sono le seconde case”, perché l’ospitalità alberghiera è insufficiente. Il settore turistico bisogna, prima di tutto, considerarlo una risorsa vera e assumerne la consapevolezza.

Spesso le Amministrazioni Comunali parlano di turismo pensando che si possa fare turismo solo promuovendo qualche evento di tanto in tanto per attirare tante persone. L’evento consolida una presenza che porta forme di affezionamento e di legami forti per il territorio, il resto è una partita che va giocata con maggior consapevolezza, in modo da legare l’attività turistica della fascia costiera alle risorse dei territori interni. Forse Arbus ha un percorso che sta compiendo, ma con lentezza, però i ritardi sono forti, per cui i percorsi vanno accelerati. È possibile allungare la stagione se gli albergatori riusciranno a compiere qualche sforzo in più, magari con promozioni e politiche intelligenti per trattenere il turista qualche giorno in più.

Articolo intero su Nuovo Cammino n. 15.