Resilienza, risorse autogene e buona offerta relazionale

Ales. Sostegno psicologico agli anziani “sentinelle” dei nostri paesi

Mentre si parla molto delle persone che lasciano i nostri piccoli centri, soprattutto giovani in partenza per cercare lavoro, c’è poca attenzione, invece, sui contraccolpi di questa emigrazione forzata sulle persone che restano in paese. Un silenzio rotto da padre Roberto Carboni nel corso del seminario su “Informazione e spopolamento”. Il presule è due volte “addetto ai lavori”: Da vescovo di Ales-Terralba è informato da recenti studi demografici che la sua diocesi, nei prossimi 50 anni, vedrà scomparire 6 comuni. Come psicologo conosce effetti e risvolti emotivi e spirituali della desertificazione umana.

Lo spopolamento lascia il segno anche sulle dinamiche della comunità cristiana, dirada la presenza del prete, diminuisce le celebrazioni comunitarie “paesane” e, quindi, incide sul senso di identità e appartenenza. “Lo spopolamento comporta in chi rimane – dice mons. Carboni – la percezione di uno sfilacciamento a livello relazionale e contribuisce a creare un forte senso di solitudine che fa da terreno propizio per un aggravarsi delle malattie”. Più per gli uomini che per le donne.

Ma non è un destino ineluttabile, anche se il Vescovo di Ales- Terralba, in giro per i paesi per la Visita Pastorale, da alcuni mesi ogni settimana entra nelle case di ammalati e anziani e scopre che la gran parte è assistito dalla badante, “angelo custode” pieno di buona volontà ma non sempre di alta professionalità. Una risorsa autogena consente di reagire e non cadere nelle braccia della solitudine, portatore di depressione: si chiama capacità di resilienza, di “farsi rimbalzare” le esperienze difficili.

Un esempio: la risposta di molti italiani alle scosse psicologiche provocate dai terremoti, la capacità di ripartire. La resilienza è una capacità acquisibile attraverso comportamenti e stili di vita. Il Vescovo ne ha proposti sette e li ha indicati ai singoli e agli amministratori comunali: creare connessioni (buone relazioni con familiari e amici, attivarsi nei gruppi di volontariato; parrocchiali, culturali); essere altruisti ( pensare al bene dei propri simili); sviluppare obiettivi realistici (raggiungere piccoli traguardi); prendere decisioni concrete; non sovrastimare gli eventi e gli intoppi; visualizzare ciò che si desidera anziché preoccuparsi di ciò che si teme; essere flessibili.

“Alcune ricerche – aggiunge il Vescovo psicologo – sostengono che fede in Dio, frequenza alla preghiera, capacità di incontro nei momenti liturgici aiutino a tamponare forme di depressione, attacchi di cuore, perdita della capacità di risposta allo stress. Se sarà spopolamento toccherà a preti e amministratori comunali creare un’offerta relazionale nei piccoli centri con progetti sociali e proposte di tipo religioso e spirituale”.