Elezioni Politiche 2018, al voto per decidere.

Finalmente si vota! Elezioni Politiche 2018. Sciolte le Camere il 28 dicembre scorso è iniziata ufficialmente la campagna elettorale tra le più brevi della storia repubblicana, che tuttavia è in atto dal 6 dicembre 2016 dopo il referendum costituzionale che ha mandato a casa Renzi.

Domenica 4 marzo urne aperte e mobilitazione dei Cattolici per combattere il rischio dell’astensionismo e dell’indifferenza

Quindici mesi di confronti, anche aspri, fuori e dentro il Parlamento dove lo sport preferito è stato la delegittimazione dell’avversario. Da questa campagna, però, a uscir male sono stati soprattutto i partiti.

La voglia di imporsi, di vincere, di far breccia nei cittadini li ha portati a gridare le più disparate, illogiche, irrazionali promesse.

Oltre i partiti Scegliamo gli onesti

Un altro milione di posti di lavoro, tasse ridotte al minimo, soldi in contanti, dialogo ma anche braccio di ferro con l’Unione europea troppo ligia alle regole finanziarie: entra di tutto nella manica dei leader di partito pur di ricercare un facile consenso e conquistare astenuti e delusi della politica. Una campagna elettorale che ai più anziani ha ricordato tecniche propagandistiche laurine degli anni Cinquanta quando si promettevano pacchi viveri, capi d’abbigliamento e paia di scarpe, la destra prima del voto, la sinistra a risultato acquisito.

L’elettore non cerca promesse, ma fatti, percorsi possibili, per non dire quasi certi, per uscire da una crisi decennale che comincia a dare segnali positivi, soprattutto per alcune categorie. I problemi ci sono tutti: la disoccupazione nazionale all’11 per cento, in Sardegna tra il 15 e 20 per cento; quella giovanile nella nostra isola sempre intorno al 45-50% , addirittura al 70% in alcune zone della Marmilla.

Si promette, in queste Elezioni Politiche 2018 un altro milione di posti di lavoro, ma quasi il 59 per cento sarà a tempo determinato, quindi col rischio concreto di trovarsi in mezzo alla strada dopo poche settimane o alcuni mesi.

Tra il 2006 e il 2016 il rischio povertà ha interessato 18 milioni di persone. Come si fa, inoltre, a far la voce grossa in Europa se il nostro rapporto debito pubblico-PIL è pari al 132,6%, pari a 2.256,1 miliardi di dollari.
Le fanfaronate dei partiti non giustificano astensionismo e fuga dalle urne; come non lo legittimano l’ormai scarsa credibilità di uomini soli al comando, di leader convinti di poter risolvere ogni problema.

Si deve andare a votare, lo devono fare tutti, soprattutto i giovani che – come dice il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino – “non possono e non Oltre i partiti Scegliamo gli onesti devono accontentarsi del sentito dire, della reazione emotiva a questa o quella notizia, perché sappiamo bene come le notizie possano essere corrotte o manipolate”.

Ammainati i partiti – in Sardegna sono state presentate 17 liste – restano i candidati, le persone che vogliono mettersi in gioco. Nella nostra regione sono ben 244 ai nastri di partenza per un’avventura che per 25 futuri parlamentari inizia oggi. Votiamo loro.

Lasciamo per una volta fuori dalla cabina elettorale in queste Elezioni Politiche 2018 la simpatia verso i capi partito, una volta carismatici;

le ideologie, i programmi nazionali – insomma tutte quelle cose che possono farci innamorare di una bandiera – e prendiamo in mano i curricula dei candidati, la loro storia, i valori in cui credono, la loro vita, se hanno voglia di servire e non servirsi della politica, ricordando quello che dice ancora monsignor Galantino sull’importanza della moralità, “ che non è applicare solo al sesto e al nono comandamento”.

Deputati e senatori che passano indenni questo vaglio, fatto da tutti gli elettori, saranno certamente utili – ne siamo certi – alle genti del Medio Campidano e della Marmilla.